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Torniamo ad essere regine

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Silvana De Mari - pubblicato il 06/08/18

Il sistema patriarcale cristiano non era perfetto ma ruotava attorno alle donne, alla loro capacità di dare la vita. Oggi c'è un esercito di donne sole e infelici che credono di essere libere ma non lo sono affatto

Noi siamo donne, domine regine. La vita è basata sulla nostra capacità di custodirla nel nostro ventre, di nutrirla e amarla. Il sistema patriarcale cristiano dava il potere agli uomini, in realtà ruotava attorno alle donne, alla loro possibilità di dare la vita, al loro diritto di proteggerla. Non era un sistema perfetto, perché nessun sistema lo è, ma era un sistema antropologicamente vincente che ci ha permesso di superare la peste del ‘300, l’attacco dell’islam, le due immani catastrofi costituite dalle due guerre mondiali, e non è che le guerre dei secoli precedenti siano state uno scherzo.

La donna era protetta e rispettata nel suo ruolo di madre. Le civiltà si giudicano dal loro meglio, non dal loro peggio, perché tutti hanno il peggio, tutti hanno il malvagio che picchia e uccide. Solo noi abbiamo Dante, Petrarca, Boccaccio: la donna, domina è Beatrice, Laura, Fiamma. La donna è Santa Caterina da Siena, che, nata da una famiglia contadina osa redarguire Papi e sovrani, la donna è Santa Giovanna d’Arco che, nata contadina, a quattordici anni guida un esercito, Ildegarda di Bingen, dottore della Chiesa, che nella prima parte del XII secolo scrive, studia la natura e compone musica.




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La donna era difesa nella sua casa. Poteva mettere al mondo i suoi figli e allevarli: l’uomo doveva morire per lei, per lei affrontare guerre, per lei affrontare la guerra del quotidiano: un lavoro che sicuramente era usurante, spesso anche pericoloso, come il minatore, il muratore, il marinaio. Il ’68 e il femminismo hanno permesso che venisse imposta alle donne una sessualità usa e getta di tipo maschile. La pillola anticoncezionale è un sistema farmacologicamente folle che modifica l’endocrinologia della donna, con effetti collaterali importanti e misconosciuti (alterazioni dell’umore, diminuzione della libido, ritenzione idrica cioè cellulite, aumento del peso, tendenza alle trombosi ulteriormente aggravata dall’eventuale associazione del fumo, diminuzione della fertilità dopo la sospensione).




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I giorni fertili sono pochi ogni mese, e non è difficilissimo individuarli, ma con la pillola, una donna, con una libido diminuita, che quindi non si sta divertendo così tanto, è sempre a disposizione della libido dell’uomo, che può finalmente avere il giocattolo senza il rischio della paternità. La donna ha permesso ad uno stillicidio di propaganda, passata soprattutto attraverso i media, cinema, televisione, giornali di gossip che raccontando gli stili di vita di cantanti e attori, hanno reso normale il rinnegare la monogamia, mediante imitazione hanno contribuito a diffondere la promiscuità sessuale come una bella festa, i giornali femminili con le loro geniali inchieste: aborto, pro o contro, contraccezione, pro o contro, divorzio pro o contro, convivenza pro o contro.




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Il risultato è un esercito di donne sole, di donne infelici, di donne che quando riescono a trovare un compagno che si lanci con loro nella avventura sempre più rara di mettere al mondo un figlio, deve scontrarsi col fatto che la sua maternità non è più protetta. Lavorare non è una scelta: è un obbligo. La tassazione folle che serve per garantire uno stato sociale che finge di occuparsi d tutto e in realtà non si occupa più di niente, e tutti gli sprechi e le corruzioni legate al suddetto stato sociale impedisce alla maggioranza delle coppie di vivere con uno stipendio solo. In Italia la madre deve tornare al lavoro dopo pochi mesi, quando il piccolo ha ancora un disperato bisogno della sua presenza continuativa. Torniamo a essere domine.




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Tags:
donnefamigliafemminismosacralita vita
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