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Perdono di Assisi: storia della Porziuncola e preghiere per l’Indulgenza

ASSISI BASILICA
ASSISI – Situata a 150 chilometri da Roma, la città medievale ospita la basilica di San Francesco, costruita nel 1230, la cattedrale romana e la chiesa barocca di Santa Maria degli Angeli.

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La piccola chiesa della Porziuncola è stata il punto di riferimento di tutta la vita di Francesco. Quando il Santo giunse qui agli inizi del 1200, la chiesetta dedicata alla Vergine Assunta era circondata da una selva di querce e giaceva in uno stato di quasi totale abbandono. Francesco la riparò con le sue mani.

Qui il 24 febbraio 1208 scese nel suo cuore la parola di Gesù: “Andate… annunciate che il Regno dei cieli è vicino; non procuratevi né oro né argento né bisaccia; gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date”. Francesco ne fu folgorato e pieno di gioia disse il suo sì più grande a Dio: “Questo è ciò che voglio, questo è ciò che desidero fare con tutto il cuore!”. Subito abbandonò le ricche vesti, indossò una tonaca a forma di croce e iniziò ad annunciare ovunque il Vangelo. Alla Porziuncola (ottenuta in dono dai monaci Benedettini del monte Subasio) stabilì la sua dimora.

Qui accolse i primi compagni. Qui fondò l’Ordine dei Frati Minori. Da qui partirono i primi frati, inviati da Francesco, ad annunziare la pace. Qui, la notte della domenica delle Palme del 1211, il Santo accolse Chiara di Assisi e la consacrò al Signore. Fu qui che il Santo tenne i primi “Capitoli” dei suoi Frati, riunioni generali cui partecipavano inizialmente tutti i suoi figli. Qui, in una notte del luglio 1216 riuscì ad ottenere da Cristo e dalla Vergine, che gli erano apparsi, la promessa straordinaria che quanti, lungo i secoli, si fossero recati a pregare nella Porziuncola, avrebbero ottenuto la completa remissione delle loro colpe: il Perdono di Assisi.

Qui, infine, concluse la sua vita accogliendo la morte cantando. Era il 3 ottobre del 1226. INDICANDO CHE VOLEVA ESSERE SEPOLTO SUL COLLE DELL’INFERNO, OGGI COLLE DEL PARADISO DOVE VENIVANO CONDANNATI I MALFATTORI.

San Pio V vi fece innalzare la Basilica (1566-1672), su disegno di Galeazzo Alessi. La nuova facciata monumentale, su disegno di Cesare Bazzani, fu inaugurata nel 1930. (www.assisiofm.it)

L’interno è costituito da un’unica aula con piccola abside, con una pala d’altare (1393) opera del pittore Ilario da Viterbo. Il piccolo edificio misura solo 4 metri per 7 e conserva le strutture trecentesche.

L’affresco sulla facciata è del pittore nazareno Friedrich Overbeck (1830) e rappresenta Francesco che chiede a Gesù e a Maria la concessione dell’indulgenza plenaria. Sulla parete esterna dell’abside un affresco raffigurante la Crocifissione in cui sembra possa riconoscersi la mano del pittore Pietro Vannucci, detto il Perugino.

IL PERDONO DI ASSISI

Come ogni anno ad Assisi, la -Solennità del Perdono di Assisi – in ricordo di quando san Francesco, ritiratosi nella Porziuncola, chiese al Signore di concedere il perdono a tutte le persone pentite e confessate che giungevano in quel luogo.

– Come si ottiene

L’indulgenza si può acquisire, una sola volta per sè o per un defunto, dalle 12 dell’1 agosto alla mezzanotte del 2, visitando una chiesa pubblica e recitando il Padre Nostro e il Credo. Nei 15 giorni precedenti o seguenti si devono adempiere le tre solite condizioni: Confessione e Comunione sacramentali e una preghiera (un Padre Nostro, un’Ave Maria, o un’altra a scelta) secondo l’intenzione del Sommo Pontefice.

– La storia

La tradizione fa risalire il tutto alla notte del 1216. Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una fortissima luce e Francesco vide l’altare rivestito di luce e alla sua destra la Sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore.

Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: ‘Santissimo Padre, benchè io sia misero peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati verranno a visitare questa chiesa, gli conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe’. ‘Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore – ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia questa indulgenza’. E Francesco si presentò subito dal Pontefice, Onorio III, che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà – i cardinali ritenevano che questa concessione avrebbe arrecato danno a quella di Terra Santa e a quella degli apostoli Pietro e Paolo – dette la sua approvazione.

Poi disse: ‘Per quanti anni vuoi questa indulgenza?’. Francesco scattando rispose: ‘Padre Santo, non domando anni, ma anime’. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo richiamò: ‘Come non vuoi nessun documento?’. E Francesco: ‘Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli angeli i testimoni’.

E qualche giorno più tardi insieme ai vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: ‘Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso’.

– Come è cambiata nel tempo

Nel tempo l’indulgenza ha mantenuto la sua identità anche se è cambiato qualcosa nella sua durata. Ora è riservata a tutte le chiese francescane e parrocchiali, dal mezzogiorno del 1° agosto fino al giorno successivo, proprio in onore della chiesa della Porziuncola. A Santa Maria degli Angeli l’indulgenza plenaria può essere invece acquisita quotidianamente e Francesco la volle così, quindi nella forma più estesa, perchè rimette ogni pena temporale se chi la chiede è realmente pentito e lontano dal male. I pellegrini, che un tempo provenivano per lo più dall’Abruzzo, ‘passano’ sotto la porta della piccola chiesa, custodita nella Basilica, per ottenere la grazia, frutto di pace interiore con Dio e con se stessi.

 

PREGHIERA DEL PERDONO DI ASSISI

O alto e glorioso Dio,

illumina le tenebre

del cuore mio.

Dammi una fede retta,

speranza certa,

carità perfetta

e umiltà profonda.

Dammi, Signore,

senno e discernimento

per compiere la tua vera

e santa volontà.

Amen.

 

 PREGHIERA PER LA SANTA INDULGENZA

Signore mio Gesù Cristo,

vi adoro presente nel Santissimo Sacramento

e, pentito delle mie colpe,

vi prego di concedermi la santa Indulgenza

del Perdono di Assisi,

che applico a beneficio dell’anima mia

ed a suffragio delle anime sante del Purgatorio.

Vi prego secondo l’intenzione del Sommo Pontefice

per l’esaltazione della Santa Chiesa

e per la conversione dei poveri peccatori.

 

Informazioni tratte dal sito San Francesco Patrono d’Italia

 

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