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Perché Gesù ha inventato l’Eucaristia?

EUCHARISTIC ADORATION
Philippe Lissac / Godong
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L'unità corpo-anima che è l'essere umano richiede un trattamento che riconosca entrambi gli elementi, e il nostro Creatore lo sa...

Noi esseri umani siamo come due creature in una.

Potremmo dire che siamo in parte animali e in parte “angeli”. Una parte di noi ha fame, come un uccello, di quello che riesce a soddisfare il nostro corpo, l’altra ha fame di quello che è in grado di soddisfare la nostra anima.

Gesù sottolinea i due tipi della nostra fame nel Vangelo di domenica scorsa (18ma Domenica del Tempo Ordinario, anno B). La settimana precedente aveva mostrato la sua preferenza per il fatto di darci più di quello che è sufficiente al nostro corpo, questa domenica ha voluto darci più di quello che serve alla nostra anima.

Il pane non basta

Nutrire il corpo è un aspetto centrale del cristianesimo – dal miracolo di Gesù a Cana ai pani di cui si è parlato domenica scorsa, fino al Giudizio Finale, quando ci chiederà: “Chi hai sfamato?”

Come si legge in un testo ecclesiale del XII secolo, “Nutri l’uomo che muore di fame, perché se non lo hai nutrito lo hai ucciso”.

Gesù, però, ha anche messo sempre in guardia sul fatto di non fermarsi a questo.

Quando il diavolo lo ha tentato dicendogli di trasformare le pietre in pane, Egli ha rifiutato dicendo: “Non di solo pane vive l’uomo”.

Ora si nasconde dalla gente che vuole celebrarlo solo perché ha mangiato. “Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna”.

Madre Teresa sapeva com’è questa fame più grande.

“Essere non desiderati, non amati, non curati, dimenticati da chiunque. Penso che sia una fame molto più grande, una povertà molto superiore rispetto a quella della persona che non ha nulla da mangiare”, diceva.

I titoli recenti relativi ai suicidi di gente ricca sembrerebbero darle ragione, e la nostra fame di significato provoca molti comportamenti negativi, non troppo lontani dal suicidio.

Abbiamo un vuoto nel cuore che ci provoca un dolore tremendo se non troviamo il modo in cui riempirlo.

Come dice il Concilio Vaticano II, è “in quelle profondità” che un essere umano “torna quando fa ritorno a se stesso, là dove lo aspetta quel Dio che scruta i cuori là dove sotto lo sguardo di Dio egli decide del suo destino”.

L’unico modo per soddisfare il secondo tipo della nostra fame è tornare.

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