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Là dove risuonano i passi di Cristo attraverso la storia

MSGR. JOSÉ TOLENTINO MENDONÇA
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Intervista a José Tolentino de Mendonça, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa

Che sfida costituisce questo dialogo culturale attraverso i libri di una biblioteca che custodisce la memoria storica del cristianesimo?

Una biblioteca con questa caratteristica è una responsabilità molto grande. Perché ci aiuta a essere esigenti con noi stessi e con il nostro tempo, a elevare il livello del dibattito pubblico, a dare profondità, a dare un’ampiezza diversa alle nostre preoccupazioni che molto spesso sono le più immediate, quelle dell’agenda, di ciò che va risolto. Una biblioteca serve per dare profondità al nostro sguardo, per pensare, per scorgere nuovi orizzonti, per ridare complessità a ciò che talvolta è ridotto in modo semplicistico. In tal senso è un contributo enorme alla cultura e alla civiltà.

Contributo anche al proposito rinnovatore che Papa Francesco sta cercando di trasmettere a quanti collaborano con lui?

La riforma consiste in un’immersione nelle radici, in una profondità di sguardo che permetta di analizzare la storia senza rimanere prigionieri di ciò che è più immediato o più prevedibile. I grandi profeti non s’ispirano soltanto alla lettura dei segni dei tempi, ma cercano ispirazione anche nelle grandi figure del pensiero, in quel capitale d’inquietudine e di sete che ha sempre dimorato, anche prima di noi, nel cuore degli uomini. Pertanto una riforma non parte mai dal nulla, ma s’inserisce sempre in una tradizione, in continuità con una forza, un vigore che sta dietro. Nel cristianesimo è sempre stato così: ogni volta che la Chiesa ha pensato a una riforma ha sempre riscoperto le proprie origini e l’essenza della sua esperienza.

In un messaggio subito dopo la sua nomina lei ha scritto che attraverso la cultura, le biblioteche, è possibile promuovere quella cultura dell’incontro a cui il Pontefice esorta tanto. In che modo?

In una biblioteca ci sono libri molto diversi. Ci sono punti di vista diversi. Una biblioteca è un laboratorio della diversità.

Anche quella del Vaticano?

Tutte le biblioteche! E la Vaticana è una biblioteca. Contiene la testimonianza dei martiri, le grandi opere dei Papi, ognuno con il suo carisma, perché lo Spirito santo è molteplice. È uno e al tempo stesso è molteplice. Il senso della comunione non elimina la bellezza della diversità che si completa evangelicamente. Una biblioteca è il luogo dove si respira questo clima di comunione nella diversità.

Pensa che nella Vaticana troverà la diversità dell’esperienza del cristianesimo nel corso della storia?

La Biblioteca testimonia ciò che il cristianesimo è, come esperienza fondamentale, e ciò che è stato storicamente. Questo è chiaramente di una bellezza estrema perché, in quanto realtà spirituale, soprannaturale, la Chiesa è guidata dallo Spirito e lo Spirito ha fantasia, non ci fa fissare su un’unica forma, ma è polifonico, si manifesta attraverso voci e profetismi diversi. Una biblioteca del cristianesimo deve rendere giustizia alla diversità insita nel dna dell’esperienza cristiana stessa.

Vorrei parlare della volontà di dialogare che caratterizza il suo percorso biografico. È questa che permette di creare ponti, in diversi ambiti culturali, con diverse personalità?

Penso che un cristiano debba nutrire una passione per le persone, per gli esseri umani. Non ci sono due persone uguali. Non dobbiamo aver paura della diversità, ma dobbiamo sentirci affascinati dal punto di vista diverso, da chi guarda al mondo con un altro stato d’animo, un altro sguardo, un’altra conoscenza, perché guadagneremo sempre dall’incontro, dalla conoscenza. Occorre superare le logiche di sacrestia e aprirsi, nel profondo, a ciò che è più bello, alla possibilità di camminare insieme, attraverso la storia, e di trovare un senso non in ciò che ci allontana o ci separa, ma in ciò che ci unisce e che è sempre più forte. Ogni essere umano è a immagine e somiglianza di Dio. È un’opera sacra e, in ogni essere umano, Dio fa riecheggiare la sua voce in modo originale e irrepetibile.

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