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Cosa accade nel cervello quando preghiamo?

PRAYING
Shutterstock-4Max
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Benefici evidenti di chi vive la propria vita con una dimensione spirituale

L’esistenza umana è collegata a un’apertura all’infinito. Si tratta di una necessità ineludibile dell’essere umano, come la filosofia o la poesia. Questa dimensione spirituale ci porta in modo spontaneo alla preghiera e alla contemplazione per dare un significato alla nostra esistenza.

La neurologia, grazie alle ultime tecnologie che permettono di esplorare l’attività del cervello in pieno funzionamento, ha dimostrato, ad esempio, che la meditazione e la preghiera possono modificare la struttura del cervello, evidenziando come gli stadi del cervello e del sistema nervoso possano crearsi o collegarsi al fatto di vivere l’esperienza religiosa.

Cosa accade al cervello di una persona quando prega o medita?

C’è un’ampia rete di strutture coinvolte a livello neurologico nell’attività cerebrale. Sono nel lobo frontale, che ci aiuta a concentrare la mente sulla preghiera, nel sistema limbico, che permette di sperimentare emozioni potenti, e nei lobi parietali, coinvolti nel nostro senso di noi stessi e nell’orientamento nello spazio e nel tempo.

In base all’esperienza concreta, queste aree possono accendersi o spegnersi. I lobi parietali possono spegnersi quando una persona sperimenta una perdita del senso di sé o un senso di unicità con Dio.

Queste scoperte sono state possibili grazie alle nuove tecnologie, e stanno aiutando pensatori interdisciplinari a sviluppare una teologia basata sulla scienza, che permetta di comprendere, ad esempio, il rapporto tra fede e salute.

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