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Chiesa cattolica sotto attacco in India per la storia della “compravendita” di bambini

india nuns

NOAH SEELAM I AFP

Lucandrea Massaro - pubblicato il 30/07/18

Non è la ricerca della verità a muovere le autorità indiane, ma quella di un capro espiatorio per aumentare il pregiudizio anticristiano

Da quando è salito al potere il partito conservatore indiano, il BJP (Bharatiya Janata Party), la pressione sulla Chiesa cattolica è aumentata a dismisura. Il motivo è semplice e drammatico: i nazionalisti indù hanno preso una fetta consistente dei loro voti dai fondamentalisti di religione induista che vogliono espellere dall’India tutto ciò che non è originario della cultura indiana, a cominciare dal cristianesimo che da sempre è vessato in questa parte del mondo ma che con i precedenti governi avevano trovato una convivenza tutto sommato serena. Il caso – assolutamente circoscritto – della singola religiosa che insieme ad una laica infermiera aveva dato in adozione dei bambini dietro compensi ha dato alle autorità (e ai nazionalisti), un motivo per prendersela con la Chiesa, le sue ONG, e con tutte le case famiglia delle Missionarie della Carità, fondate da Madre Teresa di Calcutta.




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Vendita clandestina di neonati: arrestata una suora di Madre Teresa di Calcutta

A chiedere l’indagine, attraverso formale denuncia, è stato il Bharatiya Janata (Bjp), gruppo politico conservatore con il maggior numero di rappresentanti nel Parlamento nazionale. John Dayal, attivista cattolico, non ha dubbi: «Il governo indiano, incitato dal nazionalismo religioso indù, ha deciso di dare una lezione alla comunità cristiana. È ormai ovvio – sottolinea in una dichiarazione rilasciata a nome dell’Unione cattolica “All India” – che il governo federale ordini un’inchiesta per ogni singola casa gestita dalle Missionarie della Carità che si prendono cura di bambini abbandonati, ragazze madri, donne senza fissa dimora, malati e moribondi» (Avvenire)

I fondi provenienti dall’estero (in massima parte le tante donazioni che dall’Occidente vanno verso l’India, frutto della generosità di tante parrocchie) sono ora sotto una analisi mai così attenta

L’operato delle organizzazioni cristiane è finito sotto la lente d’ingrandimento delle autorità statali in seguito allo scandalo sulla compravendita di neonati che ha coinvolto un orfanotrofio delle suore di Madre Teresa. Da lì è partita un’inchiesta su tutte le strutture delle Missionarie della Carità. Ora però, lamentano i vescovi, le indagini si sono allargate a tutte le associazioni cristiane, diventate bersaglio di discriminazione – è la denuncia – “solo perché cristiane”

Come ha spiegato durante una conferenza stampa Monsignor Theodore Mascarenhas, segretario generale della Conferenza episcopale (Cbci) e segretario anche del Consiglio regionale dei vescovi del Jharkhand,una stretta simile sui fondi provenienti dall’estero avrebbe un’unica spiegazione:

“Forse il governo statale vuole trovare prove che i funzionari dei gruppi cristiani sono terroristi? Ma le organizzazioni cristiane non sono le uniche a ricevere soldi dall’estero in base al Fcra. Perché allora le altre Ong sono state risparmiate?” (Asia News).

In India anche i musulmani sono discriminati dal governo di Narendra Modi che sta imponendo una progressiva “induizzazione” della società attaccando le varie minoranze giorno dopo giorno. E’ notizia di questi giorni la revoca della cittadinanza a 4 milioni di persone residenti nello Stato di Assam, nel nord est del paese.

Il Registro nazionale dei cittadini (NRC) è un elenco di persone che possono dimostrare di essersi trasferite nello Stato entro il 24 marzo 1971, il giorno prima della dichiarazione di indipendenza del Bangladesh, ma ora si è trasformata di fatto in una lista di proscrizione: chi si trova nella lista verrà espulso dalle autorità.

Il governo indiano ha dichiarato che in questo modo riuscirà ad allontanare dal paese un alto numero di migranti provenienti dal Bangladesh. Il provvedimento è stato fortemente criticato dalle minoranze etniche, che ritengono la lista redatta dal governo discriminatoria nei loro confronti e secondo cui l’obiettivo del primo ministro Modi è favorire la maggioranza induista a discapito di quella musulmana (TPI).

Tags:
cristiani perseguitatiindiamissionarie della carita
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