Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

Iscriviti alla Newsletter

Aleteia

Il santuario della nonna di Gesù

SANT'ANNA VINADIO CUNEO
Public Domain
Condividi

Il luogo sacro tra le Alpi Marittime, dove nel Quattrocento la madre della Madonna apparve a una ragazza, è il santuario più alto d’Europa. In tanti arrivano a piedi e le coppie vi pregano per chiedere la grazia di un figlio

di Sarah Numico 

Per arrivare a Sant’Anna ci vanno tempo, strada, fatica. Un percorso a curve, a volte stretto, s’inerpica per un vallone e quando s’intravede la miniatura del santuario conficcato nelle montagne si esulta; ma di strada ne manca ancora. C’è chi la fa comodamente in auto, nel bagagliaio il tavolino ripiegabile per il picnic. Ci sono i volenterosi che partono da Pratolungo, e fanno a piedi gli ultimi 15 chilometri. E ci sono i coraggiosi che invece prendono il via da Cuneo la sera prima con le pile accese e camminano, che li vedi come le lucciole ad agosto lungo i bordi delle strade e sai che sono pellegrini che portano in cuore gioie o dolori che il mattino dopo affideranno a sant’Anna. Ad accogliere tutti, cercatori, gitanti, devoti, curiosi, lo spettacolo mozzafiato che si ha quando sei a 2.035 metri, l’aria frizzantina anche quando in pianura non si respira, un ambiente rappacificante anche se pullula di pellegrini, specie la domenica. Sono più di 700 anni che lassù la gente arriva o passa, in cammino verso la Francia.

L’APPARIZIONE DI SANT’ANNA
All’inizio, nel 1300, c’era una piccola cappella e spazi per accogliere viandanti e pellegrini. Per quanto remoto possa essere il luogo, la storia e la fede hanno tracciato segni anche lì con alterne vicende. La tradizione vuole che nella prima metà del Quattrocento sant’Anna sia apparsa a una pastorella, Anna Bagnis, su una roccia tra i pascoli non lontano dalla chiesetta, la cosiddetta «roccia dell’apparizione» a cui oggi si sale dopo aver «preso Messa» nel santuario.

Costruito intorno al 1680, la generosità dei fedeli e la caparbietà dei parroci che vi si sono succeduti sono riusciti, nonostante incendi e guerre, a custodire la chiesa e a trasformare il sito in un piccolo “villaggio spirituale”, che ospita e nutre chi vuol fermarsi anche più giorni. Ma purché sia d’estate. Perché Sant’Anna vanta il primato di essere il santuario più alto d’Europa e vi si può andare solo tra giugno e settembre; poi la neve copre tutto e le strade non sono più percorribili. Addirittura quest’anno, il pellegrinaggio d’apertura, che tradizionalmente si fa il 25 aprile, è stato rinviato al 26 di maggio perché l’inverno è stato particolarmente nevoso. A guidare la prima ascesa a piedi al santuario c’era don Beppe Panero, che ne è il rettore. «Sant’Anna è un luogo molto bello e porta all’incontro con il Signore nel creato. La bellezza del luogo attira molte persone», dice don Beppe. Un altro aspetto caratteristico di Sant’Anna, spiega, «è l’incontro tra i popoli, poiché è sul confine con la Francia» e camminatori che fanno trekking alpino arrivano da tanti Paesi e si fermano una notte al santuario: «Hanno un interesse per questo luogo, magari non religioso, ma che porta anche lì. Internazionale poi è anche il clima tra i giovani che vengono a prestare un servizio di volontariato nelle strutture di accoglienza».

PATRONA DELLA MATERNITÀ
«Dal punto di vista della spiritualità», spiega ancora il rettore, «è molto forte il tema della famiglia e della maternità», perché sant’Anna e san Gioachino sono i genitori di Maria, i nonni di Gesù. «Una delle cose più belle che facciamo ogni domenica è la benedizione delle famiglie e dei bambini», racconta don Beppe. «Sant’Anna è la protettrice delle donne incinte e delle partorienti, ma anche di chi non riesce ad avere figli, visto che nella sua storia ha avuto Maria in età avanzata». Oltre ai tradizionali quadretti degli ex voto, portati dai devoti per ricordare una grazia ricevuta, addobbano la chiesa decine di fiocchi rosa e azzurri consegnati da genitori che affidano alla protezione della santa mamma i loro piccoli. Alla “festa della riconsegna dei fiocchi”, quelli raccolti l’estate precedente tornano alle famiglie.

L’altra caratteristica è il pellegrinaggio a piedi: «Sono tantissimi i gruppi che da molto lontano, anche 70-100 chilometri, fanno di notte, in un’unica tirata, questo pellegrinaggio. Era parte della storia, si era un poco perso e in questi ultimi anni si è ripreso». Ora c’è anche l’associazione Il cammino di sant’Anna che accoglie i pellegrini prima degli ultimi 15 chilometri, offre incoraggiamento e un libretto per meditare. «A volte è un’impresa sportiva, ma in molti casi ha un significato più profondo, quasi una parabola della vita», assicura don Beppe.

Il santuario è anche esperienza educativa per le parrocchie, famiglie, associazioni che organizzano campi e ritiri in uno dei 13 rifugi dislocati nei dintorni. «Passano migliaia di ragazzi e giovani. Interessante è che sono state recuperate dalle caserme che erano servite per la guerra e, da strumenti contro l’uomo, sono stati trasformati in luoghi di educazione a favore della vita».

ESPERIENZA DI FEDE
Ad arrivare al santuario «normalmente sono persone delle nostre parrocchie che hanno bisogno di fare un’esperienza di più ampio respiro. S’incontrano però anche persone che non frequentano le parrocchie, ma trovano uno spazio di maggior libertà per aprirsi, parlare della loro ricerca, raccontare le fatiche della vita». Un servizio che il santuario propone è quello della disponibilità continua per le confessioni ed «è significativo che c’è gente che viene e si confessa solo lì, magari una volta all’anno». «La fede cresce donandola» è il tema che quest’anno fa da filo conduttore: «Se si va incontro agli altri, se si cerca di comunicarla, la fede cresce». In tutte le celebrazioni della stagione si metterà a fuoco il tema.

La grande solennità è invece quella del 26 di luglio, la festa di sant’Anna, con la processione alla roccia dell’apparizione e la Messa all’aperto celebrata in italiano e francese. Negli anni è cresciuta la consuetudine delle cantorie parrocchiali che a turno animano la liturgia domenicale e a volte al pomeriggio fanno un concerto spirituale.

Perché tutto questo avvenga, ogni anno, mentre la neve inizia a sciogliersi, il rettore lavora per «far ripartire la macchina: è impegnativo perché ci si basa molto sul volontariato. Grazie a Dio di persone disponibili ce ne sono sempre». E don Beppe Panero, che è anche vicario generale della diocesi di Cuneo, si sposta lassù per accogliere con la sua pacatezza e il suo ampio abbraccio di fiducia tutti coloro che salgono da sant’Anna con la loro vita e il loro carico di ricerca.

ORGANIZZARE LA VISITA
Collocato a 2.035 metri di altitudine, il santuario di Sant’Anna di Vinadio (Cuneo) quest’anno è aperto dal 17 giugno al 23 settembre. Si trova a circa 60 chilometri da Cuneo, e si raggiunge percorrendo la valle Stura di Demonte; oppure da Nizza (Francia) attraversando il Colle della Lombarda e percorrendo la valle della Tinèe.

ORARI E CELEBRAZIONI
Le Messe festive si celebrano alle 7.30, 9.30, 11 e 15.45. Nei mesi di luglio e agosto, ogni sabato sera fiaccolata fino alla statua della Madonna della neve e ogni domenica pomeriggio, alle 15, benedizione dei bambini e delle famiglie. Per gli orari di altre celebrazioni consultare il sito www.santuariosantanna.eu, che è aggiornato e molto ricco di informazioni anche sulla vita al santuario e le possibilità di soggiorno e di ristoro. Tel. (solo mesi estivi): 0171/95.91.25.

LA FESTA DEL 26 LUGLIO
La festa patronale di sant’Anna e san Gioacchino, il 26 luglio, si celebra con la Messa all’aperto.

L’articolo originale tratto da “Credere”

 

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni