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Noi, donne egiziane, facciamo i salti mortali per essere rispettate (VIDEO)

PARKOUR EGYPT
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Il Cairo è la città più pericolosa al mondo per le donne: un gruppo di ragazze propone il parkour come messaggio di forza, dignità e coraggio

L’allenamento richiesto è molto impegnativo, richiede doti di flessibilità, forza, capacità di adattamento, spinta. Il punto di arrivo è lo spettacolo di giovani donne che si destreggiano con acrobazie dentro la città, saltano barriere, fanno capriole, superano muri: roba dell’altro mondo per la cultura egiziana.

«È naturale che la gente non lo accetti, – dice la giovane Zayneb Helal – alle ragazze è impedito fare sport, figuriamoci farne uno che si pratica per strada» (da Global Mail)

Sì, è un’immagine forte vedere queste ragazze che fanno acrobazie per le strade del Cairo: innanzitutto perché al centro della scena c’è il loro corpo, un corpo per nulla indifeso, anzi capace di essere protagonista della scena e di relazionarsi con grinta elastica di fronte agli ostacoli. In più, il messaggio non è per nulla violento; non si tratta infatti di demolire tutto ciò che impedisce il cammino, ma fare di ogni blocco uno slancio creativo.

Oltre il muro, non muro contro muro

In molti casi la tentazione di certi movimenti femministi è quello di rispondere con aggressione alle aggressioni, indossando una maschera che sfigura la parte davvero più forte della donna: la malleabilità, una disposizione vigorosa al cambiamento, una propensione alla crescita attraverso trasformazioni coraggiose.
L’esempio di queste intraprendenti ragazze egiziane è un grande monito di civiltà per il loro paese, che ha urgente bisogno di mettere al centro del dibattito politico la dignità e il rispetto per le donne. Ampliando l’orizzonte, può essere anche un invito di condotta per tutte noi: la logica dello scontro è sterile, il muro contro muro finisce in un sacco di macerie; proviamo ad allenarci a guardare ogni ostacolo con l’occhio dell’acrobata che ne fa un’avventura positiva.

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