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Gran Bretagna: un altro passo verso l’editing genetico degli embrioni umani

Jezper/Shutterstock

Paul De Maeyer - pubblicato il 26/07/18

“Se un embrione può essere modificato geneticamente per prevenire malattie, potrebbe anche essere cambiato per migliorare capacità?”, chiede l’autore, il quale offre anche un esempio. “Un ormone genetico (conosciuto come EPO) [2] è legato all’attività muscolare; un embrione potrebbe essere progettato per produrre più EPO e quindi aumentare la forza muscolare?”, così continua Denison, che ricorda che le mutazioni genetiche possono produrre degli effetti indesiderati, che possono manifestarsi solo quando la persona è già nata o in avanti negli anni.

CRISPR-Cas9

Infatti, un aspetto che invita alla cautela è il fatto che la procedura più utilizzata dalla comunità scientifica per l’editing del genoma umano, le cosiddette forbici molecolari CRISPR-Cas9, potrebbe causare maggiori danni genetici di quanto pensato finora.  

A lanciare l’allarme è stata una ricerca condotta da scienziati del Wellcome Sanger Institute e resa pubblica il 16 luglio su Nature Biotechnology. La tecnica conduce a “grandi delezioni e riarrangiamenti genomici più complessi”, così scrivono gli autori, Michael Kosicki, Kärt Tomberg e Allan Bradley.

“Il danno genomico osservato nelle cellule mitoticamente attive causate dall’editing CRISPR-Cas9 può avere conseguenze patogene”, così continuano gli autori. Questo significa che alcune terapie basate sulla tecnica non sono tanto sicure. “C’è il rischio di causare un cancro prima o poi nella vita di un paziente”, ha detto uno degli autori, Allan Bradley. “Dobbiamo capirne di più prima di lanciarci in sperimentazioni cliniche umane”, ha aggiunto.

Alcune reazioni

Mentre c’è chi definisce “monumentale” il giorno in cui vedremo il primo bebè umano frutto dell’editing genetico, il rapporto del Nuffield Council on Bioethics suscita anche delle perplessità. Parole forti ha usato l’ex biologo molecolare David King, direttore di Human Genetics Alert, che parla di una “vergogna assoluta” e avverte inoltre sul sito  Sputnik di una deriva eugenetica per escludere dalla società gli umani di livello genetico inferiore, simile a quella che fu alla base dell’Olocausto.

“Abbiamo avuto divieti internazionali sull’ingegneria genetica a sfondo eugenetico per 30 anni. Ma questo gruppo di scienziati pensa di saperne di più”, ha detto King poi alla BBC, mentre ha ricordato che 15 anni fa il popolo britannico ha detto no al cibo geneticamente modificato (GM). “Supponi che vogliano bambini GM?”, così chiede.

Secondo Marcy Darnovsky, direttrice esecutiva del Center for Genetics and Society (un’organizzazione senza scopo di lucro con sede a Berkeley, California), gli autori del rapporto hanno “steso un tappeto rosso per un utilizzo illimitato dell’ingegneria genetica ereditabile” e per “un’età dell’oro in cui alcuni vengono trattati come ‘abbienti’ genetici e il resto di noi come ‘non abbienti’”.

A prima vista, l’editing genetico di embrioni umani per trattare le malattie sembra un progetto lodevole. Ma la realtà è molto più complessa”, così ha spiegato a sua volta il sacerdote e neuroscienziato Tadeusz Pacholczyk, del National Catholic Bioethics Center a Philadelphia, nella Pennsylvania, intervistato dalla Catholic News Agency(CNA).

“Il permesso di ricerca sulla modificazione genetica di embrioni aprirà le paratoie per un’ulteriore sottomissione di esseri umani vulnerabili ed embrionali, individui nelle prime fasi della loro esistenza che verranno creati in ambienti inadatti, manipolati, bistrattati e finiranno per perire come parte dell’esperimento”, ha avvertito padre Pacholczyk, che cita il documento vaticano Dignitas Personae: “L’essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita” (n° 4) [3].

Raccomandazioni

Il rapporto del Nuffield Council on Bioethics ha formulato anche una serie di 15 raccomandazioni, rivolte agli organismi di ricerca (1-2), poi al governo britannico (3-7) e ai governi in generale, anche al di fuori del Regno Unito (8-12), e infine in materia di licenze e regolamentazione (13-15).

Rivolgendosi al governo britannico, il documento sottolinea ad esempio che prima di qualsiasi iniziativa per emendare la legge “ci dovrebbe essere sufficiente opportunità per un ampio e inclusivo dibattito sociale” sul tema, il quale dibattito va “incoraggiato e sostenuto senza indugio” anche a livello transnazionale.

Viene raccomandato poi ai governi del Regno Unito e di altri Paesi di collaborare con le istituzioni internazionali per i diritti umani come il Consiglio d’Europa e l’UNESCO per promuovere il dialogo internazionale e la governance in materia di innovazione e ricerca sull’editing del genoma ereditabile.

Il testo raccomanda infine un monitoraggio “più stretto possibile” dell’impatto di tali interventi sugli individui e sulla società, “per generazioni”, compatibilmente con la privacy delle persone interessate.

Comunque vada, oltre a timori riguardo la fattibilità tecnica e la sicurezza dell’editing genetico, il rapporto solleva tutta una serie di quesiti fondamentali di natura etica e sociale per il futuro dell’umanità. In questo contesto conviene ricordare il vecchio principio menzionato da papa Francesco nel suo discorso ai partecipanti alla IV Conferenza internazionale sulla Medicina rigenerativa promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura. “Non tutto ciò che è tecnicamente possibile o fattibile è per ciò stesso eticamente accettabile”, ha detto il Pontefice il 28 aprile scorso.

———-

1] La Wellcome Trust è dopo la Bill & Melinda Gates Foundation la seconda fondazione di beneficenza più ricca del mondo.

2] L’EPO o l’eritropoietina è un ormone utilizzato per curare ad esempio le anemie, ma viene anche (ab)usato da atleti e sportivi come doping.

3] Il brano è a sua volta una citazione di un altro documento della Congregazione per la Dottrina della Fede, Donum Vitae (Parte I,1).

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embrionigenetica
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