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Eh no, cara stanchezza, non puoi impedirmi d’essere felice!

DONNA, STANCHEZZA, STIRARE
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Anche se mi assilla il pensiero di cosa preparò per cena, anche se la testa finisce sempre a pensare "Finirà mai questa giornata?", io so che nella mia famiglia l'avventura della gioia è possibile

Stanotte, ed è la seconda di fila, L’Elfo ha dormito nel suo lettino. E sempre stanotte (per la prima volta) non si è svegliato neanche un volta. Non mi ha cercata. Anzi, non si è quasi praticamente mosso – lo posso agevolmente testimoniare perché mi sono svegliata decine di volte a “guardarlo” (il lettino per ora è a fianco al lettone… per ora!): un misto di soddisfazione (allora è possibile, può davvero dormire senza aggrovigliarsi ai miei capelli tutta la notte!!), ansia (respira? Cioè, respira davvero, ed è lì così tranquillo?), e frustrazione (ma se lui dorme, pacifico e tranquillo, perché IO no??????).

Il riposo … che non c’è

Se penso che La Sartina ha dormito nella sua cameretta fin dalla prima notte a casa, pensare all’entusiasmo con cui saluto la novità dell’Elfo che dorme in un lettino attaccato al mio, all’alba dei 18 mesi mi fa quasi sorridere… D’altra parte penso che sia proprio così, che ciascuno ha il suo percorso, e non c’è quello “giusto”, o giusto in assoluto.
Anche se ultimamente devo dire che ero proprio stanca (e mi sa che ho ancora da recuperare un bel po’…). Non dormire, o dormire con una cavalletta scalciante che trascorre la notte saltando di qua e di là nel letto non è proprio riposante, soprattutto quando poi la giornata concede rarissime possibilità di ripresa. La mia stanchezza, mi rendo conto, condiziona tutti: purtroppo sono sempre più consapevole di come il mio stato determini l’intera famiglia. Sia per i figli più grandi, che probabilmente si rendono conto della mia fatica e tentano di aiutare, sia per i più piccoli, che magari non hanno la consapevolezza di cosa sta accadendo, ma si accorgono che qualcosa non va.

BAMBINI, CASA, DISORDINE
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Non è la stessa cosa un mamma allegra che li accoglie all’uscita da scuola con la voglia di rivederli, e passare il pomeriggio insieme, da una mamma che si trascina già con l’ansia di “cosa farò per cena?” e “finirà prima o poi questa giornata”, per la quale quei divertimenti tante volte condivisi (tipo la pasta di sale o i colori da dita) appaiono in quel momento come un incubo da schivare (li facciamo la settimana prossima…).
Saranno state le vacanze così lunghe (anche se le aspettavo proprio con gioia, non vedevo l’ora di potermi godere tutta la famiglia insieme!), ma ho la sensazione di aver sprecato questi ultimi giorni, senza riuscire a riposare come avrei voluto, né fare qualcosa di bello per loro e con loro. Ogni mattina mi ritrovo a pensare alle belle cose che vorrei fare insieme, ma basta la visione della tavola dopo la colazione per frenare ogni mio slancio, di fronte alla quantità di cose da fare.

Come dicevo ieri ad un amico, le cose che potrei evitare di fare, per riposare, sono quelle che mi appaiono più essenziali, per la nostra vita buona. Quelle che invece scanserei (lavatrici, pulizie dei bagni, riordino…), sono quelle indispensabili per la quotidianità della vita, e quelle rare volte che le accantono, ne guadagno semplicemente un doppio lavoro per il giorno successivo…

Nostalgia della spensieratezza

Sarà che oggi è il compleanno della Sartina, 13 anni (13 anni??? davvero???), sarà che mi sono fatta una passeggiata in città sabato (in realtà una corsa con 200 commissioni da fare in pochissimo tempo, ma comunque camminavo per le strade del centro…), da sola, e ho visto tantissime mamme con passeggini e pance, mamme giovani come sono stata io un tempo. E il passato mi torna in mente, e ovviamente si ricorda tutto il positivo (e meno male!!) e mi manca un po’ quell’allegra spensieratezza che, mi pare, avevo un tempo. Quella capacità di passare il pomeriggio a giocare, fingendo di ignorare che poi avrei dovuto pulire la farina per terra, i colori dai vestiti… e ci sarebbe stato da cucinare, e da lavare ancora…

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