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Identificata la ferita della lancia sulla Sacra Sindone di Torino e sul Sudario di Oviedo

SUDARIO OVIEDO SINDONE

Mostra "O Homem do Sudário"

Ciência confirma a Igreja - pubblicato il 23/07/18

Eppure, essa porta anche il segno di un intervento esterno; qualcosa che non proviene dalla materia, anche se nella materia stessa ha lasciato una traccia profonda. Quella doppia immagine insanguinata è inspiegabile alla luce di ogni fenomeno fisico noto.

Immagine olografica della Sacra Sindone

Un corpo senza vita – e quello “fotografato” sulla Sindone lo è senza dubbio, perché mostra i segni del rigor mortis, escludendo così che si tratti di un caso di coma o morte apparente; è meglio specificarlo visto che qualcuno si è persino spinto su ipotesi del genere pur di escludere la morte e quindi la Risurrezione – un corpo senza vita, dicevo, non può lasciare impronte nemmeno vagamente simili a quella. E in generale, in natura non vi è nulla di assimilabile.

Per questo, molti scienziati ammettono onestamente l’inspiegabilità della Sindone.

Mentre altri, che pure la negano a parole, non perdono occasione – soprattutto a pochi mesi dalle ostensioni – di annunciare, con rulli di grancasse e squilli di fanfare, di essere riusciti a riprodurla e, perciò, di aver dimostrato che essa è un falso.

E se fino ad ora ogni tentativo di imitazione del Lenzuolo si è rivelato, anche solo ad un’analisi superficiale, un fiasco clamoroso, è comunque molto interessante osservare l’accanimento di questi scettici. Deridono la credulità di chi ritiene la Sindone autentica, ma poi sprecano così tanto tempo e risorse nel cercare di fabbricarne una uguale, proprio per dimostrare che è falsa! Si direbbe che nel profondo siano rosi da un dubbio.

Entriamo più nel dettaglio. La Sindone vista dall’ingegnere elettronico…

Partiamo da una semplice considerazione. Se la Sindone non è autentica deve ovviamente essere un manufatto fabbricato da un abilissimo falsario desideroso di arricchirsi con il commercio di finte reliquie. Ed è proprio questa, ovviamente, la teoria di chi nega l’autenticità del Sudario: un fantomatico fabbricante di reliquie medievale, rimasto per ovvie ragioni anonimo, avrebbe forgiato l’oggetto nella propria officina per venderlo poi, magari insieme a tanti altri, in una sorta di mercato nero del sacro, spacciandolo come autentico. Un simile personaggio, probabilmente, avrebbe considerato la Sindone il suo capolavoro, il coronamento della sua carriera di mistificatore sacrilego!

Ora, l’ingegnere è una sorta di inventore specializzato: il suo atteggiamento è quello di chi progetta e costruisce, sfruttando le leggi naturali a proprio vantaggio. Davanti alla Sindone, quindi, tenta di immedesimarsi nel falsario, immaginando quale geniale metodo di fabbricazione possa aver escogitato per imprimere sul lino l’immagine del grande Crocifisso. E l’ingegnere elettronico in particolare, essendo legato al mondo del microscopico e nanoscopico – cioè dei fenomeni che interessano la materia a scale che vanno dal milionesimo giù fino al miliardesimo di metro – è particolarmente portato ad accendersi di curiosità. Perché l’immagine sindonica è causata da una modifica fine nella struttura delle fibre tessili. Ma con quale strumento, si chiede l’ingegnere, e sfruttando quali fenomeni fisici, si può imprimere una modifica simile?

Nel secolo ormai abbondante trascorso dall’inizio degli studi scientifici della Sindone le ipotesi teoriche e i tentativi sperimentali per spiegare e, possibilmente, riprodurre la Sindone, sono stati numerosissimi: ma nessuno ha dato risultati soddisfacenti. (…)

La scienza si arrende. L’ingegnere elettronico, con lei.

Rimane una domanda. Se con le conoscenze di oggi fabbricare un oggetto così raffinato pare così inconcepibile, che chance avrebbe avuto un falsario medievale?

Tuttavia, come obiettano alcuni, non siamo nemmeno capaci di riprodurre molti capolavori artistici del passato, e non per questo li consideriamo miracoli…

Immagine olografica della Sacra Sindone, dettaglio

Sì, ma c’è una profonda differenza. Di quelle opere d’arte, conosciamo bene la natura fisica: sono “semplicemente” strati di sostanze colorate deposte su tela, oppure “semplicemente” blocchi di pietra rotti, tagliati, forgiati. L’unicità di queste opere è di ordine artistico, non scientifico. Della Sindone, invece, non conosciamo proprio la natura fisica.

La Sindone vista dal fisico…

Il fisico cerca una teoria scientifica che riesca a spiegare tutti i dati. Ma in questo caso, come già detto, la scienza brancola nel buio. A questo punto, due sono gli atteggiamenti possibili.

Il primo. Il fisico fa propria la classica e ormai trita obiezione degli scettici: in futuro forse spiegheremo l’esistenza della Sindone in maniera scientifica. E troveremo che forse è nata da una combinazione molto improbabile – da cui l’unicità – ma del tutto naturale di vari elementi fisici.

Forse. Un “forse” che nella mente di tanti scettici diventa un comodo “certamente”, con cui illudersi di aver liquidato il problema.

Il secondo atteggiamento. Il fisico considera i dati nella loro globalità. E si rende conto che la Sindone è stata studiata più di ogni altro oggetto al mondo, da un numero impressionante di esperti nelle discipline più disparate. E che tutti i dati convergono verso il dire che sia l’autentico Sudario di Cristo – tranne, apparentemente, la famosa datazione al carbonio 14, che però, come ho dimostrato altrove, è a dir poco inattendibile.

A questo punto, se la mente del fisico non basta, deve subentrare la mente dell’uomo, la cui capacità sorpassa di molto la pura e semplice scienza. E bisogna considerare veramente tutti i dati in gioco.

L’Uomo della Sindone è l’uomo dall’immagine in assoluto più riconoscibile della storia: Gesù di Nazareth. Quell’Uomo è l’unico di cui si annuncia, da duemila anni a questa parte, la risurrezione definitiva dai morti. E di risurrezione, si badi bene, non si è parlato soltanto dopo la morte. L’annuncio era stato dato già prima. Tant’è che quella notte, al sepolcro, si montava di guardia per impedire risurrezioni simulate.

Il Lenzuolo di Torino porta l’impronta di quell’Uomo, un’impronta che parla della sua morte ma anche di una misteriosa sottrazione alla morte. È l’immagine di un cadavere che prima di corrompersi è sparito lasciando una traccia indelebile. È un’immagine fisicamente unica, unica quanto quell’Uomo stesso. Se davanti a questa coincidenza la mente rifiuta a priori anche solo la possibilità che la Sindone sia un muto Testimone della Risurrezione, lo fa per una scelta deliberata che non ha nulla a che vedere con la scienza.

Il dottor Daniele De Matteis presenta il libro che ha scritto con Alessandro Paolo Bramanti:

È sangue di un uomo torturato e assassinato”, dice lo studio anatomico della Sacra Sindone.

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Tags:
passione di cristosacra sindone
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