Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
martedì 24 Novembre |
Santi Andrea Dung Lac e 116 compagni
home iconFor Her
line break icon

«E io avrò cura di te», l’accudimento che guarisce l’anima

COPPIA, ANZIANI, FELICI

Shutterstock

Annalisa Teggi - pubblicato il 23/07/18

Come fa notare Cavallari, nel nostro passato prossimo la famiglia era già un antidoto alla malattia, la famiglia era già una forma di cura:

Un tempo l’anziano veniva accudito a casa, spesso malamente, ma dentro un rapporto, in compagnia di qualcuno che di lui si accorgeva, che di lui persino ricordava i colori dei vestiti da lavoro e quelli della domenica, nell’aia contadina con le donne a far da veglia. Ora il pianerottolo è deserto, chiusa la porta, mute le voci delle genti (Ibid).




Leggi anche:
9 idee positive per prendersi cura di familiari malati a casa

Oggi, chi bussa alla porta, spesso e volentieri, non è l’anziano padre o madre, ma il giovane figlio o figlia:

Sono sparite le grandi famiglie, che sapevano fare nido attorno all’idea di comunità che stringeva in maniera naturale in un’unica, composita, società. Sempre più spesso sono i genitori pensionati ad aiutare i figli.

ANZIANO, FIGLIA, CAMMINARE
Lily Banse | Unsplash

È dunque inevitabile che la famiglia abbia bisogno di appoggiarsi all’esterno per l’accudimento e l’esperienza dell’assistenza domiciliare, come messa a fuoco dalle testimonianze raccolte da Cavallari, può essere la via per tutelare due grandi tesori: il permanere dei vincoli affettivi coi propri cari e con la propria dimora.

«Il punto principale dell’Assistenza domiciliare è la presa in carico della persona e del suo nucleo, mai della malattia» afferma Maria, una veterana dell’assistenza domiciliare.

«Stando a casa ho mantenuto un’identità, una presenza, che va ben oltre la mia disabilità. Ognuno ha una storia da raccontare, una vita che non sempre procede come i desideri vorrebbero. Siamo tutti fragili. Non esistono uomini certi e indefessi, liberi e sapienti. Io credo di poter offrire qualcosa» racconta Renato, disabile fin dall’adolescenza e rimasto senza genitori da adulto. (Ibid)

È mettendo al centro della cura un rapporto tra esseri umani, inizialmente sconosciuti e che possono anche faticare ad aprirsi l’un l’altro, che la prospettiva della malattia si apre a un’ipotesi di cammino, e non a un declino progressivo. Non è «facile» come somministrare una pillola e via, non è eseguire certe competenze acquisite e firmare un modulo. È aprire una porta e ospitare, abitare il dolore e il groviglio dei rapporti umani senza risposte preconfezionata, ma dando valore immenso a ogni passo fatto insieme.




Leggi anche:
Prende in affidamento bambini malati terminali per dare loro conforto e amore

Inguaribile non significa incurabile

Ancora più sorprendenti sono le testimonianze «positive» di chi racconta l’accudimento dei malati terminali. Ho sottolineato con vigore e aggiunto a margine una caterva di punti esclamativi accanto a queste parole di Ernestina, una fisioterapista che descrive la sua esperienza con malati condannati a morte certa:

“L’accompagnamento non è mai alla morte, ma è alla possibilità di vivere, per intero, quel tratto di vita ancora disponibile”. (Ibid)

Inguaribile non significa incurabile, ecco lo sguardo che vorrei imparare da lei. Perché non è solo un giudizio su qualcuno – lontano da me – che è colpito da una patologia che non lascia scampo; anche noi siamo attanagliati da mille morbi inguaribili, invisibili eppure non meno invalidanti.

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
anzianiassistenzadisabili
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
HEAVEN
Philip Kosloski
Preghiera perché un defunto raggiunga la gioi...
KSIĄDZ PRZY OŁTARZU
Padre Bruno Esposito, OP
Breve ‘Vademecum’ per la nuova edizione del M...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
TEENAGER
Tom Hoopes
I 7 doni dello Spirito Santo rispondono a 7 n...
Giovanni Marcotullio
Vi spieghiamo perché la Messa comincia con il...
CARLO ACUTIS MIRACOLI EUCARISTICI
VatiVision
Carlo Acutis: il documentario sulla mostra su...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni