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Suggerimenti pratici dal romanzo britannico Late Have I Loved Thee, basato sulla vita di un gesuita irlandese beatificato di recente

“Vai avanti, tutto qui”.

È quello che si sottolinea nel libro Late Have I Loved Thee, della romanziera britannica Ethel Mannin.

Quest’opera del 1948 è finita sulla mia lista di libri da leggere in estate. Ho detto al mio caro zio, un sacerdote cattolico, che lo stavo leggendo, e lui ha sottolineato che è un’opera splendida e che la stava proprio cercando – è un cimelio di famiglia, visto che sua madre (mia nonna) ha scritto all’interno della copertina.

E così quest’estate mi sono ritrovata immersa nel romanzo della Mannin, in qualche modo basato sulla vita del beato John Sullivan, un gesuita irlandese beatificato il 13 maggio 2017.

Il titolo è una citazione delle Confessioni di Sant’Agostino relativa all’amore umano e divino.

Nella storia, due personaggi – Cathryn, una giovane artista cresciuta scalando montagne, e Anna, la sua eclettica amica artista anche lei – si salutano dall’oblò dopo che Anna ha preso un traghetto.

Cathryn dice all’amica che si rivedranno, mentre Anna risponde che non ci sono garanzie del fatto che questo possa avvenire, non rivelandole le sue condizioni di salute. Cathryn dice un risoluto “Au revoir” e ringrazia Anna di tutto.

“Sciocchezze. Vai avanti, tutto qui”, risponde Anna.

Ecco quello che si legge su Cathryn:

“Nonostante il suo deciso Au revoir, aveva la sensazione che non si sarebbero più incontrate. ‘Vai avanti’. Era tutto ciò che si poteva fare, che si stesse avanzando lentamente su una roccia liscia o procedendo a tentoni tra i vari precipizi artistici, o ancora sulla cima apparentemente impossibile da scalare della salvezza spirituale. In qualche modo bisognava andare avanti”.

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