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4 parole semplici ma potenti per affrontare qualsiasi sfida

WOMAN,CLIMBING

Ryan Grimm | CC BY ND 2.0

Colette M. Liddy - pubblicato il 20/07/18

Suggerimenti pratici dal romanzo britannico Late Have I Loved Thee, basato sulla vita di un gesuita irlandese beatificato di recente

“Vai avanti, tutto qui”.

È quello che si sottolinea nel libro Late Have I Loved Thee, della romanziera britannica Ethel Mannin.

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Quest’opera del 1948 è finita sulla mia lista di libri da leggere in estate. Ho detto al mio caro zio, un sacerdote cattolico, che lo stavo leggendo, e lui ha sottolineato che è un’opera splendida e che la stava proprio cercando – è un cimelio di famiglia, visto che sua madre (mia nonna) ha scritto all’interno della copertina.

E così quest’estate mi sono ritrovata immersa nel romanzo della Mannin, in qualche modo basato sulla vita del beato John Sullivan, un gesuita irlandese beatificato il 13 maggio 2017.

Il titolo è una citazione delle Confessioni di Sant’Agostino relativa all’amore umano e divino.

Nella storia, due personaggi – Cathryn, una giovane artista cresciuta scalando montagne, e Anna, la sua eclettica amica artista anche lei – si salutano dall’oblò dopo che Anna ha preso un traghetto.

Cathryn dice all’amica che si rivedranno, mentre Anna risponde che non ci sono garanzie del fatto che questo possa avvenire, non rivelandole le sue condizioni di salute. Cathryn dice un risoluto “Au revoir” e ringrazia Anna di tutto.

“Sciocchezze. Vai avanti, tutto qui”, risponde Anna.

Ecco quello che si legge su Cathryn:

“Nonostante il suo deciso Au revoir, aveva la sensazione che non si sarebbero più incontrate. ‘Vai avanti’. Era tutto ciò che si poteva fare, che si stesse avanzando lentamente su una roccia liscia o procedendo a tentoni tra i vari precipizi artistici, o ancora sulla cima apparentemente impossibile da scalare della salvezza spirituale. In qualche modo bisognava andare avanti”.

Come Anna, mio zio ha sempre detto ai suoi nipoti di “andare avanti” – che Dio si muove sempre nella nostra vita, anche quando non lo sentiamo.

“Segui le briciole”, come una delle mie sorelle dice che le ha detto una volta un sacerdote.

Late I Have Loved Thee riguarda sicuramente il fatto di seguire le briciole per il protagonista del libro, Francis. Il giovane, noto scrittore e fratello di Cathryn, è lontano da Dio, ma poi inizia a muoversi nella sua oscurità e “in qualche modo va avanti” nella luce.

Questo è vero per ciascuno di noi, indipendentemente dalla nostra situazione spirituale. Dobbiamo combattere contro la tentazione di rimanere impantanati nel passato e chiedere spesso perdono a Dio, guardando in alto.

È uno dei messaggi preferiti di Papa Francesco, che ci ha spesso ricordato che Dio non si stanca mai di perdonarci. Siamo noi, piuttosto, che ci stanchiamo di chiedere. Dobbiamo solo “andare avanti”.

Ci sono troppi “cristiani parcheggiati”, lamenta. I cristiani che si sono incagliati nelle preoccupazioni quotidiane – cose in sé positive! – ma non crescono, rimanendo piccoli.

Anziché fare così, suggerisce, dobbiamo continuare a camminare nella speranza.

“Alzati”, dice sempre Gesù.

Late Have I Loved Thee è una storia di speranza attraverso la “cima apparentemente impossibile da scalare della salvezza spirituale” ideale per una lista di libri da leggere tanto nell’estate 2018 quanto, ne sono certa, lo era nel 1948.

E allora, qualunque siano le sfide che dovete affrontare oggi, possiamo trarre spunto da questo testo e pregare, sperare, e come ci dice Anna “andare avanti. Tutto qui”.

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