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Le 3 riserve che frenano l’approvazione di un’apparizione mariana

MARY,MOTHER,CHURCH
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A provocarle sono gli Stati, gli accademici e… la stessa Chiesa. Vediamo come

E analoghe sono le soluzioni: eliminazione o integrazione. Così Guadalupe, Lourdes e Fatima sono diventate, dopo l’iniziale emarginazione e contestazione, istituzioni di portata nazionale, sia sul piano secolare che su quello religioso.

2) La riserva accademica

Proviene dal fatto che per ogni veggente, le apparizioni sono comunicazioni con l’aldilà, inaccessibili ai normali mezzi sensoriali. Esse sono quindi, per gli accademici, dei “non luoghi”.

Se, tuttavia, ci si sofferma su di esse, è per riportarle ed inquadrarle al loro livello, secondo il metodo scientifico che non prende in considerazione, né in sociologia né in medicina, le presunte cause soprannaturali: il diavolo o il Buon Dio.

Folklore o allucinazioni

Alcuni le definiscono come racconti di cui è necessario stabilire la genesi interna e specifica sul piano letterario o semiotico: studio di una tradizione folkloristica o di una struttura di cui si esaminano le varianti, ma soprattutto gli stereotipi. Per altri, molto meno numerosi (medici e psicologi), questi fenomeni che solo il veggente percepisce sono fenomeni psicologici che devono essere considerati alla stregua di allucinazioni, di sogni, o di fantasticherie.

Il funzionamento del cervello

Fino ad ora si è trascurato il fatto che studi encefalografici delle estasi hanno escluso queste spiegazioni. Altri ancora hanno definito le apparizioni come fenomeni antropologici e hanno tentato di collocarli in questo quadro umano, senza soffermarsi sul riferimento personale, perfino trascendente, che per i veggenti costituisce l’essenziale.

La scienza del “se non vedo, non credo”

[…]. La scienza attuale, alle prese con la relatività, le relazioni di incertezza, ecc.., è passata dal razionalismo semplicista e dallo scientismo ad una razionalità più diffusamente aperta all’ignoto, senza però rinunciare alla ragione e all’esigenza di non ammettere nulla che non sia fondato e verificato mediante l’esperienza».

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