Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

«Un furgone portava i bambini in una casa buia, illuminata solo da alcune candele nere»

SATANIC MAGIC
By lady_in_red13 | Shutterstock
Condividi

Stanze nascoste, gabbie, torture. Ecco i racconti dei bambini ostaggi delle sette sataniche

Secondo Foti, Matteo è «un bambino molto forte, che ha trovato il coraggio di parlare». Il suo caso è finito sotto la lente di un’inchiesta della magistratura, che ha perseguito alcuni dei componenti della setta.

Il “cerimoniere”

Pinterest

Lorenza è invece una donna matura, sposata e con figli. Ma la terribile esperienza vissuta da piccola continua a condizionare la sua vita.

Seguita dal dottor Foti, ha raccontato «le immagini di quando avevo 4 o 5 anni. Ero con mio padre in un palazzo antico. Entravamo in un salone con un gruppo di uomini. E dopo un po’ arrivava il loro capo, io lo chiamavo “il cerimoniere”. Portava un vestito nero con dei bottoncini rossi. Mi faceva tanta paura...».

«Accendevano delle candele – ha proseguito Lorenza – e vedevo altri bambini come me, solo che stavano chiusi in una specie di gabbia. Io cercavo di prendere la mano di mio padre, ma lui non voleva e mi rimproverava: “Non devi avere paura!”».

L’altare e il bambino

Dalla mente di Lorenza è affiorato un altro ricordo: «C’era un altare e un bambino con i capelli corti stava disteso lì sopra. Gli uomini passavano intorno, sentivo dei rumori e dopo ogni rumore il bambino urlava. Anche mio padre si è avvicinato e così ho notato che tutti nelle mani avevano come degli artigli che usavano per graffiarlo. Mio padre ha costretto anche me a fargli male. Poi tutti si passavano un calice che conteneva un liquido scuro e lo bevevano».

Legati a turno

Lo psicoterapeuta spiega: «Ciò che Lorenza racconta è tipico delle sette sataniche: c’ è il rovesciamento della Comunione cristiana. Al posto del corpo e del sangue di Gesù c’ è il corpo di un bambino inerme su cui esercitare violenza. E le vittime non possono limitarsi ad assistere al rito, ma devono parteciparvi per poter diventare a loro volta devoti di Satana».

Lorenza non ha subìto la stessa sorte del bambino. Ma sull’ altare c’è stata pure lei: «Ci legavano e poi a turno venivamo violentati. Non bisognava mai piangere, perché altrimenti si scatenavano ancora di più, specie il cerimoniere. Allora in quei momenti per resistere immaginavo di essere da un’ altra parte o fissavo alcuni buchi sul muro…».

“Manipolatrice”

Debora ha subito l’ingresso in una setta da adolescente e dopo essere stata vittima di bullismo. Ha lasciato la scuola che frequentava, gestita dalle religiose, ed è caduta nel vortice del satanismo.

Pagine: 1 2 3

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.