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Come deve comportarsi un genitore se scopre che suo figlio è transessuale?

© Public Domain
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La disforia di genere è un disturbo da trattare con grande delicatezza, non certo pubblicizzandola su internet. Ecco i consigli degli esperti contattati da Aleteia

Negli ultimi anni si è iniziato ad affrontare il tema dei bambini transgender dopo il caso di Angelina Jolie: nel 2014 l’attrice e regista ha lasciato che la sua bambina Shiloh (allora di 8 anni) andasse alla prima della sua opera da regista, “Unbroken”, indossando giacca e cravatta, con del gel nei capelli.

Esattamente come hanno fatto i suoi fratelli e come farebbe qualunque maschietto. «Si sente un ragazzo, si fa chiamare John. Abbiamo deciso di assecondarla tagliandole i capelli e vestendola da ragazzo», ha spiegato l’attrice americana.

C’è chi parla di “piccoli transgender”, in alcuni casi spingendosi fino al punto di «volerli far curare». E ancora, chi minimizza pensando si tratti soltanto di capricci da bambino/bambina, che passeranno andando avanti con gli anni. In realtà la disforia di genere (o transessualismo) è un disturbo molto serio e mai da sottovalutare (www.paginemediche.it).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha recentemente inserita tra le «condizioni di salute sessuale» e non più tra le «malattie mentali« per garantire un migliore «accesso ad adeguati trattamenti sanitari» ed evitare «biasimo e condanna» nei confronti dei soggetti che ne sono affetti (Ansa, 18 giugno).

Lo studio negli Usa

Quanti siano i bambini, nel mondo, con disforia di genere è difficile a dirsi. A Seattle, la dottoressa Kristina R. Olson sta lavorando tuttora «al più largo studio di sempre su bambini che si identificano come transgender e vivono secondo il genere che sentono e non secondo quello dell’anagrafe». La Olson segue «200 minori in “transizione sociale”, cioè che usano nomi del sesso opposto, cambiano aspetto vestendosi e pettinandosi da maschietti se sono femmine e viceversa. Tutti hanno realizzato questi cambiamenti prima dell’età puberale, fra i tre e i 12 anni».

Il primo problema, secondo la dottoressa, è capire come si distingue un bimbo con disforia che probabilmente sarà transessuale da adulto e un “bimbo confuso”. «Attualmente non c’è un criterio. Se non quello di vederlo persistentemente riferirsi a se stesso secondo il sesso opposto» (corriere.it, luglio 2016)

“Non so perchè sono un maschio…”

Sicuramente un approccio sbagliato è quello avuto da una madre americana. La donna, qualche anno fa, riprese con lo smartphone la figlia che, a soli 8 anni, leggeva una lettera in cui spiegava di essere transgender. Il video divenne rapidamente virale.

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