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Acne giovanile: aiutiamo i nostri ragazzi a curarla e a superare il disagio?

GIRL FACE ACNE

Shutterstock

Ospedale Bambino Gesù - pubblicato il 17/07/18

Nonostante la sua benignità, l’acne può comportare ripercussioni psicologiche soprattutto in età adolescenziale

L’acne giovanile è dovuta ad uno stimolo delle ghiandole sebacee (microscopiche ghiandole presenti sulla pelle) da parte degli androgeni, ormoni maschili (presenti in ambedue i sessi, ma prevalentemente nei maschi). Nonostante la sua benignità, l’acne comporta disagi estetici con ripercussioni psicologiche importanti specialmente in età adolescenziale, periodo in cui si è alla ricerca della perfezione della propria immagine. Questo ha ricadute sul rapporto con i genitori e con i coetanei, e di conseguenza
porta all’isolamento.

Aspetto clinico

L’aspetto clinico dell’acne varia in funzione del tipo di lesioni e si distinguono le seguenti forme:

• Acne comedonica, in cui prevale la presenza di punti neri.
• Acne papulo-pustolosa, quando sono presenti soprattutto lesioni papulose (cioè rilevate), eritematose (cioè rosse) e pustolose (con una puntina centrale di pus).
• Acne cistica, quando si manifesta con delle cisti sottocutanee rossastre, talvolta anche confluenti (nota anche come acne conglobata).

Queste diverse forme cliniche possono manifestarsi anche nello stesso paziente in momenti diversi.




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Gestione terapeutica

La gestione dell’acne è piuttosto complessa e deve tenere in considerazione anzitutto se l’adolescente stesso desidera curare l’acne oppure se è una volontà dei genitori, premessa necessaria per garantire l’adesione terapeutica. Il successo terapeutico prevede inoltre la precisazione dei seguenti punti:
• La terapia medica varia in funzione del quadro clinico che a sua volta si modifica periodicamente anche nello stesso paziente.
• La durata del trattamento è lunga, anche di anni, pertanto non si deve perdere la costanza.
• La terapia va applicata regolarmente secondo la prescrizione dello specialista.
Non si devono toccare le lesioni (grattare né spremere) se non si vuol correre il rischio di andare incontro a cicatrici permanenti.
• Sono necessari controlli periodici (ogni 2 mesi circa) per valutare l’evoluzione dell’acne e rinforzare la relazione tra medico, paziente e famiglia.
• I peeling chimici possono accelerare i tempi di guarigione e riducono la seborrea.
• La persistenza di esiti discromici (rossi o brunastri) e talvolta atrofici (depressioni) sono la norma dopo i processi infiammatori e migliorano nel tempo.
• Il disagio psicologico che deriva dall’aspetto estetico può essere aiutato con il camouflage, anche in corso di acne attiva, pertanto il “trucco” non va affatto proibito ma insegnato alla ragazza in modo da ottenere l’effetto migliore.
Il peeling chimico consiste nell’applicazione sulla cute, per qualche minuto, di particolari sostanze chimiche come l’acido glicolico. È indicato nell’acne comedonica e papulo-pustolosa in quanto stimola la rigenerazione degli strati superficiali
della pelle. Può essere ripetuto più volte a cadenze stabilite dal dermatologo. Il camouflage è un trucco eseguito sotto
consiglio medico ed è decisamente indicato per coprire in modo transitorio inestetismi cutanei come l’acne. È un ausilio
essenziale perché contribuisce a rassicurare le ragazze affette, in attesa della risoluzione del problema. Favorisce anche
una maggior adesione terapeutica e un miglioramento del rapporto con i genitori e con i coetanei.




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adolescentidisagiopellerelazioni
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