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Dio, il rosario e Medjugorje: la forza dell’allenatore della Croazia è la fede

gualtiero boffi/Shutterstock - Creative Commons Attribution
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Zlatko Dalic ha portato i suoi ragazzi alla finale mondiale anche grazie a valori cattolici che molto spesso non esistono più nel calcio. Provate a leggere i suoi "consigli"

Zlatko Dalic è l’allenatore della Croazia, finalista ai mondiali. Prima di questa competizione non era molto conosciuto, sopratutto in Italia. Le luci della ribalta sono arrivate con le perfomance dei suoi giocatori, che sono molto legati e a lui e al suo modo di allenare. Perchè Dalic insegna loro non solo le tattiche calcistiche, ma tramanda valori che in uno sport come il calcio si stanno perdendo.

Dalic è cattolico praticante, fin da piccolo fu ministrante nella chiesa francescana vicino casa a Livno, in tempi, quelli del comunismo del dittatore Tito, nei quali mostrare pubblicamente la fede cattolica era spesso motivo di persecuzione, sia a scuola sia sul lavoro.

“E’ necessario credere”

«Ciascuno di noi – ha detto Dalic in un’intervista a Glas Koncila, settimanale ufficioso dell’Arcidiocesi di Zagabria – in un modo o nell’altro porta la sua croce».

Vengono momenti difficili, e l’uomo non deve arrendersi, lasciarsi affondare, cadere. Tuttavia, «solo con la fede l’uomo può tornare in modo più qualitativo sulla strada giusta. E’ necessario portare la croce nel modo più dignitoso possibile, portarla con fortezza e forza. Nelle situazioni che sembrano senza uscita, si trova una soluzione, tuttavia è necessario credere».

Il rosario in tasca

Dalic pensa che «Dio è presente quotidianamente nella mia famiglia e nella mia vita,… e per tutto ciò che ha fatto nella mia vita posso ringraziare la fede e il buon Dio».

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