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Il mistero di Padre Ciciarelli: da tre anni sparito nel nulla a Medjugorje

FATHER LUCIANO CICIARELLI
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I familiari rivelano alcune mail sospette

Una serie di mail ricostruisce gli ultimi giorni di padre Luciano Ciciarelli prima della sua misteriosa scomparsa. Quel carteggio fotografa, involontariamente, l’intricato scenario sul quale si stanno muovendo le indagini.

La vicenda di Ciciarelli risale alle cronache dopo che l’arcivescovo Hoser, inviato dal Papa a Medjugorje, aveva denunciato la presenza della «mafia napoletana», sugli affari del luogo mariano, dove ogni arrivano milioni di pellegrini da tutto il mondo. Le affermazioni di Hoser erano state chiarite in questo articolo Aleteia (10 luglio).

La fotografia

Tornando a Ciciarelli, Il Mattino (11 luglio) ne ricostruisce il “giallo”, La sparizione è avvenuta il 2 agosto 2015. L’allarme, dicono i familiari del sacerdote missionario monfortiano, fu dato con quattro giorni di ritardo. «Mio zio – spiega il nipote – fu fotografato da due peruviani la mattina del 2 agosto. Da quel momento di lui non si è saputo più nulla».

Le mail sospette

Ma mentre si perdevano le tracce del missionario, affiorava una storia che, oggi, sembra collegarsi ai business illeciti a Medjugorje. Sul pc del missionario, dissequestrato nei mesi successivi la scomparsa, furono ritrovate una serie di mail e «capimmo cosa aveva spinto mio zio ad andare a Medjugorje».

Adiacente alla collina delle apparizioni

Un suolo di 25mila metri quadrati dal valore di 800mila euro, l’ultimo edificabile prima del sentiero che porta alla collina delle apparizioni. «Accanto c’è un parcheggio ed è in una posizione molto ambita. Mio zio voleva dar seguito al testamento del suo confratello, padre Luca Cirimotic, farci un ospizio, ma non ci riuscì».

L’appuntamento

Si imbatté in una situazione intricata assai, Ciciarelli. I nipoti del prete hanno ricostruito i passaggi del terreno dopo la morte del proprietario. «Fu ereditato da suo fratello, all’epoca vescovo di Scopje, in Macedonia, e dai nipoti, residenti a Medjugorje e con incarichi importanti. Mio zio attivò le sue fonti. Una bosniaca residente a Parigi, in particolare, che doveva metterlo in contatto con avvocati e consulenti. Quella donna aveva un appuntamento con lui il pomeriggio in cui sparì, ma sebbene lui non si presentò all’appuntamento, lei non diede l’allarme».

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