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Ecco come i primi cristiani hanno deciso in cosa credere

SAINT,IRENAEUS
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Uno dei primi vescovi della Chiesa aveva un'utile regola per separare il grano dalla pula

Amo un buon poliziesco. Mi piacciono i suoi personaggi: il detective veterano burbero, il tecnico di laboratorio nerd e il giovane poliziotto sveglio. Mi piacciono i piccoli particolari che danno autenticità, come quando si dice ai sospettati “Ha il diritto di rimanere in silenzio”, o quando si vedono la raccolta delle prove e la loro catena di custodia.

Ovviamente quest’ultima parte mi fa pensare a Sant’Ireneo di Lione.

Forse il legame non è immediatamente evidente. Lasciatemi spiegare.

Sant’Ireneo, il vescovo di Lione morto nel 202, è ricordato soprattutto per il suo capolavoro Contro le Eresie, in cui risponde dettagliatamente alle affermazioni di vari gruppi eretici, in particolare degli gnostici.

“Gnostico” è una sorta di termine “pigliatutto” usato per una varietà di gruppi con convinzioni diverse, ma che condividevano l’idea che ci fosse una “conoscenza segreta” (o gnosi) che offriva una rivelazione più ampia di quella trovata nel Nuovo Testamento. Ciò includeva contenuti come l’esistenza di molteplici dèi, il male del mondo materiale che sarebbe una trappola per le anime pure e altre storie su Gesù (come il Bambino Gesù che porta alla vita degli uccellini di argilla), racchiusi in testi come il Vangelo di Giuda o il Secondo Trattato del Grande Set.

Come faceva un cristiano a sapere in cosa doveva credere? Perché i cristiani dovevano accettare il Vangelo di Luca ma respingere quello di Maria Maddalena? Perché non leggere la Lettera a Flora piuttosto che quella a Filemone?

Sant’Ireneo ha fornito una risposta al quesito, dicendo che si poteva sapere quali insegnamenti fossero veri e quali testi fossero autentici guardando a chi li promuoveva. Se si trattava di un leader autonominato, una persona le cui idee non erano più vecchie di se stesso e il cui testo aveva ancora l’inchiostro fresco, era probabile che quelle idee non fossero degne di grande fiducia. Se invece a proporle era un vescovo in una chiara linea di successione con i vescovi che si rifacevano agli apostoli, si poteva essere sicuri che si trattasse di un insegnamento autentico.

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