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Cosa si può mangiare e bere durante il digiuno?

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Virginia CASTRO/CIRIC

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 11/07/18

Nella pratica "a pane e acqua" possibile prendere farmaci. Nel digiuno completo dosare acqua e vitamine. Quando deve intervenire il medico

Durante un digiuno, in particolare “a pane e acqua”, è possibile assumere un medicinale? E quando si parla di digiuno di un’intera giornata si fa riferimento alla mezzanotte di un giorno sino alla mezzanotte del giorno successivo?

Medicinali e pane

Aleteia ha rivolto queste domande allo scrittore e teologo padre Antonio Gentili, autore del libro A pane e acqua” (Ancora Editrice). «In ogni caso – puntualizza Padre Gentili – le medicine non ostacolano il digiuno “a pane e acqua”. Se poi una medicina esige che si metta qualcosa nello stomaco, sbocconcelliamo un po’ di pane». Quando invece si parla di 24 ore di digiuno, sottolinea il sacerdote, «il riferimento è ad eliminare tutti i pasti che si compiono in una giornata».




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L’acqua

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Più in generale, se si parla di un digiuno completo di un’intera giornata di 24 o 36 ore, padre Gentili scrive nel suo libro che «sarà sufficiente bere dell’acqua (con limone, eventualmente dolcificata con una punta di miele), meglio se tiepida e in quantità richiesta dal proprio bisogno (comunque non oltre i due litri).

L’acqua, oltre all’azione di drenaggio delle scorie, è un ottimo solvente di depositi tossici e per di più serve a «ingannare» lo stomaco che avvertisse gli stimoli della fame. Non manca chi suggerisce tisane depurative o bolliti di frutta o di verdura qualora se ne verificasse la necessità o l’opportunità. Si raccomanda sempre di bere a piccoli sorsi e lentamente, trattenendo i liquidi in bocca prima di deglutirli.




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Vitamine e supporti naturali

Se il digiuno è di 3 giorni, l’uso di alimenti ricchi di vitamine e di supporti naturali si fa più impellente. Quanto all’apporto vitaminico, evidenzia sempre il sacerdote, se si sceglie una forma attenuata si possono mangiare mele, pere, uva, limoni, pompelmi (ricchi di potassio, indispensabile per mantenere il giusto livello di sali minerali); tisane di erbe, acqua di cottura di prugne o di verdure come cipolle, sedano, carote, con l’aggiunta di tarassaco e piantaggine.

In ordine ai supporti naturali (e non farmaceutici) basterà ricordare: acido formico (che sostiene l’energia vitale); cloruro di magnesio (per sostenere il cuore); acido ascorbico alimentare (in caso di mal di testa, vomito, ecc.). Ogni altro alimento va considerato «proibito» o comunque sconsigliato.




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L’intervento del medico

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Se il digiuno è di 4-10 giorni ci si regola come nei giorni precedenti, utilizzando del miele, e diminuendo le dosi nel corso delle giornate, cloruro di magnesio e praticando molto il movimento, che espelle le tossine.

A questo punto occorre però la sorveglianza di un medico esperto, che aiuti l’organismo a superare i momenti difficili e a chiarire la natura (sempre rivelatrice!) dei disturbi che dovessero emergere a carico dei vari organi o del sistema nervoso. In tutti i casi si raccomanda un profondo rilassamento psicofisico unito a esercizi di ricarica energetica, e accompagnato da pratiche meditative e preghiera.

Quanto si è detto ha un valore di massima, non essendovi esperienza così personale come il mangiare e il digiunare. Solo la pratica e il consiglio medico, conclude padre Gentili, aiutano a trovare la propria «ricetta».




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