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Chrissy, Adaora, Larissa e le altre: una mamma che allatta è scandalosa?

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Donne con grande visibilità mediatica che difendono la naturalezza del gesto più intimo tra madre e figlio, il nutrimento. E intanto gli USA boicottano l'allattamento al seno

Perciò è apprezzabile che mamme famose usino la loro visibilità per mandare un duplice messaggio positivo: l’allattamento al seno è un gesto naturale, di accudimento fondamentale, e deve essere permesso alla madre di potercisi dedicare nei tempi e nei modi che il neonato richiede, anche fuori dalle mura domestiche.

Mamma, fuori di qui!

Un ultimo aspetto merita una considerazione: in tanti modi si cerca oggi di svicolare la procreazione dal suo naturale alveo, un padre e una madre. Si può ridurre la nascita a un atto meccanico da laboratorio, usando uteri, ovuli e sperma. Anche il nutrimento del neonato può diventare qualcosa che si incentiva a staccare dalla presenza della madre: non sto condannando l’uso del latte artificiale, ma puntando il dito contro chi insinua che il biberon sarà l’unico futuro possibile dei neonati – con l’applauso delle grandi multinazionali.

Una notizia allarmante arriva a tal proposito dall’America:

Gli Stati Uniti avrebbero provato a boicottare la risoluzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che incoraggia l‘allattamento al seno e limita il latte artificiale. (da Sanità Informazione)

Un dato biologico che si riteneva assolutamente scontato – i vantaggi immunologici, psicofisici, nutrizionali del latte materno – viene ora messo in discussione.

Ben venga perciò l’immagine forte di donne che portano al centro della politica il loro essere mamme. Forse il Parlamento non è il luogo più adatto per far trascorrere a un neonato la sua giornata, ma ogni madre ha una capacità discrezionale

Perciò va dato atto a persone come Larissa Waters, senatrice australiana dei Greens, di aver mandato un messaggio coraggioso: nel maggio 2017 è stata immortalata mentre allatava la sua piccola di 11 mesi discutendo una mozione sui minatori tra i banchi del Parlamento. In precedenza, nel 2015, altre due colleghe erano state invitate a lasciare l’aula o a servirsi del tiralatte.

Certo, un neonato ha bisogno dei suoi spazi e di un tempo esclusivo, però – di questi tempi – servono anche azioni dirompenti come questa per ricordarci che madre e figlio sono il centro del discorso politico e non possono essere accompagnati all’uscita.

 

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