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Gli oppiacei diventano una delle prime causa di mortalità negli USA

Almond Butterscotch-CC
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Decedute nel 2016 42.249 persone in seguito ad un’overdose di oppioidi (cioè quasi 116 al giorno e quasi 5 ogni ora).

Gli analgesici servono per lenire il dolore, ma una particolare categoria di antidolorifici ha generato una vera e propria emergenza nazionale Oltreoceano. Stiamo parlando degli analgesici oppioidi od oppiacei. Per avere un’idea: nell’arco del 2014 sono state compilate negli Stati Uniti più di 240 milioni di prescrizioni per oppioidi, una quantità sufficiente per garantire ad ogni cittadino americano adulto la sua boccetta di pillole, così ha calcolato il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS).

Anche se negli anni ‘90 le case farmaceutiche avevano rassicurato il pubblico e le autorità sanitarie riguardo ai rischi di dipendenza causati da farmaci antidolorifici su base di oppioidi, è vero purtroppo il contrario: queste molecole generano dipendenze drammatiche e pericolose, anzi letali.

Quadro devastante

Basta dare un’occhiata ad alcune cifre dell’attuale crisi degli oppioidi negli USA, la quale ha assunto proporzioni epidemiche, al punto che i mezzi di comunicazione parlano già di una “oppidemia” (dall’inglese opidemic).

Fanno senz’altro impressione i dati relativi al 2016 resi pubblici sempre dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani. Nel corso del 2016 sono decedute negli USA 42.249 persone in seguito ad un’overdose di oppioidi (cioè quasi 116 al giorno e quasi 5 ogni ora). Questa cifra costituisce un aumento del 28% — quasi un terzo quindi — rispetto all’anno 2015.

Mentre 17.087 decessi erano dovuti ad una overdose da oppioidi comunemente prescritti, 19.413 erano da attribuire all’abuso di oppioidi sintetici diversi dal metadone, rivela il sito dell’HHS.

Nell’arco del 2016, 11,5 milioni di statunitensi hanno fatto abuso di oppioidi da prescrizione, di cui 2,1 milioni per la prima volta. Sempre 2,1 milioni sono anche coloro che hanno sviluppato un disturbo da consumo di oppioidi.

Invece sono 948.000 i cittadini USA che hanno consumato eroina, di cui 170.000 per la prima volta. Il consumo della droga ricavata dalla resina del papavero sonnifero ha provocato, sempre nel 2016, 15.469 decessi da overdose.

Va ricordato del resto che il numero totale di morti per overdose negli USA ha raggiunto nel corso del 2016 quota 64.000. Questo triste record storico supera il numero di decessi provocati da incidenti stradali e persino quello degli americani caduti nella guerra del Vietnam, che furono 58.318.

Uso e limiti del naloxone

Mentre il presidente Donald Trump ha definito il 26 ottobre scorso la crisi “una tragedia umana” e “una vergogna nazionale”, la situazione è diventata talmente critica che il Fire Department di Salt Lake City, nello Utah, ha deciso di distribuire kit di naloxone alle persone a rischio di overdose da eroina o oppioidi. Il noto farmaco anti-overdose conosciuto anche con il nome commerciale Narcan dimostra però grandi limiti.

Infatti, come rivela il New York Times, la molecola risulta spesso impotente di fronte a overdose da fentanyl (un antidolorifico oppioide di sintesi molto più potente della morfina) e carfentanil (una sostanza usata anche per sedare gli elefanti, poiché 100 volte più potente del fentanyl e 5mila volte più forte dell’eroina).

L’investigatore capo dell’ufficio del coroner o medico legale della contea di Warren, nell’Ohio, Doyle Burke, ha paragonato l’effetto del naloxone nella lotta contro queste overdose all’uso di una pistola ad acqua per spegnere una casa in fiamme.

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