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Dio è più vicino di quanto credi

UOMO OCCHIALI SOLE
pexel
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Puoi trovarlo in ogni persona, per quanto possa essere noiosa o limitata

Diceva padre Josef Kentenich: “Questo è il problema di oggi. Cercare Dio, trovare Dio, amare Dio… in tutte le cose. Soffermiamoci sul creato; non ascendiamo direttamente, ma indirettamente a Dio. Si tratta sempre della mediatezza di Dio, ma non come se non si cercasse anche l’immediatezza di Dio. La definizione della santità della vita quotidiana ci offre una risposta in questo senso” [1].

Ho bisogno di incontrare Dio nell’aspetto più umano e povero della mia vita. È lì che mi parla. Dio mi ama tanto da diventare parte del mio cammino e della mia storia.

È nascosto nel mio cuore, nell’Eucaristia. Si avvicina ogni giorno al mio cammino. Alla mia piccola storia, al mio mare.

Dio viene sempre. È questa la verità della mia vita. Il cammino della santità che mi propone passa per questo. Per l’appartenenza a Dio in mezzo al mio mondo. Per l’essere perfetto pur essendo imperfetto. Per l’amare con il suo amore amando con il mio amore limitato. È l’unico modo di vivere secondo Dio.

Non è la santità perfetta quella che desidero davvero. Voglio vedere Dio agendo nei limiti di chi amo. Vedere Dio facendomi strada nella sua carne. Non mi scandalizza, come non mi scandalizza sapere da dove viene, come vive e cosa fa.

Un sacerdote ordinato da poco commentava: “Dopo l’ordinazione sento che continuo ad essere lo stesso. Nel più profondo qualcosa è cambiato, lo so, ma continuo ad avere la stessa carne malata. Non ho smesso di andare al bagno, di mangiare e altre necessità di base. Non vivo nello spirito, ancorato a una nube. Le mie passioni sono sempre lì. Le mie forze interiori. Continuo a sognare e a desiderare l’eternità. E il mio peccato continua a turbarmi. Ma qualcosa è cambiato. Noto che Gesù si fa strada nella mia carne”.

Consacrarmi a Dio significa mettere la mia debolezza nelle sue mani sacre. Sapere che la mia goffaggine mi accompagnerà ogni giorno.

Ho sviluppato uno sguardo più profondo per vedere al di là delle apparenze reali che mi scandalizzano. Tocco il peccato della mia chiesa. Nella carne visibile. Mi fa male. Vedo anche la santità su spalle deboli. Mi stupisce.

Vedo la luce e l’oscurità che si fanno strada attraverso la stessa pelle, e non smetto di ringraziare il cielo. Non voglio scandalizzarmi come quegli uomini che si allontanano da Dio fatto carne. Vogliono ucciderlo. Dubitano delle sue parole. Disprezzano la sua vita a Nazareth.

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Tags:
dio
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