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Chi si alimenta con il sondino, come può fare la Comunione?

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Una donna scrive al papa per sua figlia. Ma ci sono già modi alternativi per non rinunciare al Corpo di Cristo. Ecco degli esempi

È vero che il Codice di diritto canonico riserva l’Eucaristia ai battezzati che hanno raggiunto l’età di ragione (can. 913), ma si riferisce alle situazioni normali. Lo stesso Benedetto XVI, nell’esortazione apostolica Sacramentum Caritatis, supera questa norma chiedendo che venga assicurata la Comunione eucaristica anche ai disabili mentali. Essi, infatti, «ricevono l’Eucaristia anche nella fede della famiglia e della comunità che li accompagna».

Esiste in merito anche un documento del 2004 dell’Ufficio catechistico nazionale, con diverse indicazioni pratiche. Si intitola L’iniziazione cristiana alle persone disabili.

La storia di Andrea

Anche il blog Amici di Lazzaro racconta la storia di un ragazzo che non può né bere e né mangiare, ma che ha risolto la questione Eucaristia.

È la storia di Andrea, un ragazzo nato a Cesena il 19 giugno 1989, che soffre di una grave e rara malattia, la Sindrome di Charge. A causa della sua grave malattia Andrea, dopo essere stato autorizzato dal Vescovo, partecipa all’Eucaristia in maniera del tutto particolare.

La PEG

Non potendo deglutire e nutrendosi unicamente attraverso un sondino che gli viene applicato ogni volta alla PEG (Gastrostomia Endoscopica Percutanea), una sorta di bottone che collega l’esterno con lo stomaco, anche la comunione gli viene offerta attraverso questa apertura. Al momento della presentazione dei doni assieme al pane e al calice del vino viene portata sull’altare una siringa con un piccolo quantitativo di vino.

Al momento della comunione dei fedeli il sacerdote consegna la siringa alla mamma che può fare la comunione ad Andrea con il sangue di Cristo attraverso la peg. Un modo senz’altro singolare, ma l’unico possibile per Andrea che ancora oggi riceve Gesù una volta al mese.

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