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Caro sacerdote, vuoi fare una buona omelia? Ecco 10 regole da seguire

© Africa Studio/SHUTTERSTOCK
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In “Salvare l’omelia” di Adriano Zanacchi si spiegano i segreti di un bravo predicatore. E gli errori da evitare

4) Capire e ricordare

Nel corpo centrale dell’omelia confluisce il vero discorso, da svolgere ricordando tre regole essenziali: far capire, far ricordare, mantenere sempre viva l’attenzione. Ed è soprattutto in questa parte che risaltano le fonti fondamentali dell’omelia – la sacra Scrittura e i testi liturgici della messa – e la capacità di fare scaturire dai misteri della fede le norme della vita cristiana.

5) Finale ad effetto

Tocca alle conclusioni recuperare i punti essenziali che sono stati sviluppati e, se possibile, tradurli in una brevissima sintesi: proponendo una sorta di slogan che, anziché «grido di guerra» come dice l’etimologia del termine, dev’essere un invito (gioioso, se possibile) a vivere in sintonia con l’insegnamento di Cristo.

Una buona conclusione dovrebbe incidere sulla memoria, indurre alla riflessione ulteriore, impegnare all’azione. Specialmente se si sceglie di chiudere con una frase a effetto è importante scriverla integralmente anche se ci si serve di una scaletta minimalista e anche se la si è imparata a memoria.

Leggi anche: I 7 consigli di Papa Francesco su come preparare una buona omelia

6) Il look del sacerdote

LUKA MODIC 3
TATJANA SPLICHAL | DRUŽINA

L’efficacia dell’omelia, come di qualsiasi discorso pubblico, dipende quindi da ciò che viene detto, ma anche dalla figura dell’oratore. Non solo da come egli «appare», ma anche da come egli dà, complessivamente, un’immagine di sé, dalla capacità di entrare in sintonia con chi ascolta, di risultare credibile.

Oggi parlare di immagine è di moda. Riferito a una persona, questo termine implica almeno tre aspetti: oltre al ruolo e ai comportamenti, anche l’identità fisica, che non fa riferimento solamente al corpo dell’oratore, che è quello che è, ma al suo modo complessivo di apparire. Al suo abbigliamento, a tutto ciò che è apparenza, compresi gli occhiali e la pettinatura. 

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