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Vendita clandestina di neonati: arrestata una suora di Madre Teresa di Calcutta

© JEFFREY BRUNO
KOLKATA, INDIA 2 SEPT: Images from Nirmala Shishu Bhavan (Home for Children) located on 78, A.J.C. Bose Road, Kolkata. The Sisters and volunteers provide medical care, housing and nourishment for chil
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La Missionaria della Carità gestiva una casa d’accoglienza in India per ragazze madri. Indagata anche una seconda religiosa. Fango sull’immenso lavoro fatto da Santa Madre Teresa

I genitori adottivi, per riprendersi il bimbo, si sono rivolti, quindi, all’organizzazione di tutela infantile che stava facendo l’ispezione, il Cwc, ed è venuta a conoscenza della compravendita del bambino dopo aver interrogato alcune religiose. L’organizzazione ha subito allertato l’Autorità Giudiziaria (Il Messaggero, 6 luglio).

“Compravendita e riduzione in schivatù”

Anima Indwar, questo il nome dell’impiegata, «è stata arrestata il 3 luglio», osserva S.N. Madal, capo della polizia locale. Dovrà rispondere dell’accusa di compravendita e riduzione in schiavitù di una persona in base alla sezione 370 del Codice penale indiano. Anima è anche incolpata di aver violato gli articoli 80, 81 e 84 del Juvenile Justice Care and Protection of Children Act del 2015.

La prima suora

Il capo della polizia locale, riferisce che suor Kaushalya – la suora arrestata «per complicità» insieme ad Anima – è la direttrice del centro d’accoglienza, e avrebbe confessato che almeno quattro neonati sono stati venduti nell’istituto “Casa del cuore puro”, che accoglie bambini con disabilità mentali e ragazze povere e incinte, cui offre un luogo sicuro dove dare alla luce i propri figli.

La seconda suora

Suor Meridian, la seconda religiosa fermata dagli agenti, è invece «ancora sotto indagine. È quasi impossibile che non fosse a conoscenza del racket, ma abbiamo bisogno di ulteriori prove», evidenzia Madal (Asia News, 5 luglio).

La storia, arriva da Ranchi, capitale dello stato di Jharkhand (India nordorientale), in un’area di particolare disperazione, aggiungendo un elemento in più di orrore all’atrocità della tratta dei bambini e infangando il nome della fondamentale assistenza ai più poveri voluta da Madre Teresa.

Business dei neonati

Intanto dall’inchiesta in corso emerge un giro d’affari nel traffico di bambini, all’ombra del prestigio di Santa Teresa, con addirittura un tariffario. Secondo la Società per la Protezione del Bimbo del Jharkhand, il rifugio per ragazze-madri faceva pagare dai 600 ai 1200 euro per bimbo adottato, a seconda delle capacità economiche dei genitori adottivi. «Abbiamo ricevuto molte lamentele su questo centro e lo stavamo osservando attentamente», ha dichiarato Arti Kujur, direttore della Società.

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