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Perché nel Credo diciamo che il Figlio siede alla destra di Dio?

HOLY TRINITY

Waiting For The Word | CC BY 2.0

ACI Digital - pubblicato il 09/07/18

Sant'Agostino e San Tommaso d'Aquino ci aiutano a comprenderlo

Se vi siete mai chiesti cosa significhi la frase del Credo “È salito al cielo, siede alla destra del Padre”, questo articolo vi aiuterà.

Vi presentiamo cinque spiegazioni offerte dai dottori della Chiesa Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino e da un esperto inglese di temi ecclesiali.

1. Essere seduti vuol dire “abitare”

Nel suo sermone ai catecumeni sul Simbolo degli Apostoli, Sant’Agostino spiega che l’espressione “sare seduti” significa “abitare”.

“Anche le abitazioni degli uomini sono dette ‘sedi’, ma non per questo vi si sta seduti. Ci si alza, si cammina. Non si sta seduti e tuttavia si chiamano ‘sedi’. Così intendete l’abitare di Cristo alla destra del Padre”.

In questo senso, Sant’Agostino afferma che in questa condizione Gesù “è beato e per la sua beatitudine gli viene il nome di ‘destra del Padre’, per il fatto che appunto ‘destra del Padre’ significa felicità”.

“Se noi volessimo intendere in modo materiale dovremmo dire che se egli siede alla destra del Padre, il Padre sarà a sinistra. È mai lecito che ce li figuriamo così? Il Figlio a destra, il Padre a sinistra? Là è tutto destra perché non c’è alcuna infelicità”.

2. Dio Padre è “incorporeo”

In un articolo pubblicato sul Catholic Herald, Stephen Bullivant, direttore del Centro Benedetto XVI per la Religione e la Società dell’Università di Saint Mary, in Inghilterra, ha indicato che mentre il Figlio ha un corpo umano glorificato, “il Padre è incorporeo”.

“Non ha mani né fianchi perché il Figlio si sieda letteralmente al suo lato, ma come accade spesso quando trattiamo questioni religiose stiamo parlando a livello simbolico”.

3. Esprime il potere e l’autorità di Dio

Bullivant ha segnalato che in vari passi della Bibbia questa frase viene usata per esprimere l’“intimità con il potere e l’autorità di Dio”.

Ad esempio, nel Vangelo di Matteo Gesù ricorda che il Salmo 110 indica: “Ha detto il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io non abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi?” (Mt 22, 44).

Nella sua Lettera agli Efesini, San Paolo dice: “E qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l’efficacia della sua forza che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità,
di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro” (Ef 1,19-22).

A questo riguardo, Bullivant ha chiarito che San Paolo non considera “la destra” come una sorta di luogo subordinato sul podio divino. “Anziché questo, afferma che Cristo condivide esattamente lo stesso potere e la stessa autorità del Padre”.

4. Cristo è pienamente e veramente Dio come lo è il Padre

In terzo luogo, Bullivant indica che Cristo non si “siede” alla destra di Dio Padre Onnipotente come farebbe un bambino in classe davanti all’insegnante. Si siede come quello che è, un Giudice e un Re.

“È ‘seduto’ nel senso di essere in una posizione di onore e autorità supremi”. Come segnala San Tommaso d’Aquino nella Summa Theologiae, citando San Giovanni Damasceno, “quando diciamo ‘destra del Padre’ non supponiamo un luogo materiale, perché come potrebbe occupare la destra colui che è incircoscrivibile? Perché destra e sinistra, materialmente parlando, sono proprietà degli esseri circoscrivibili. Quello che intendiamo per destra del Padre è quindi la gloria e l’onore della divinità”.

Per questo, Cristo è intronizzato come uguale al Padre, perché è “pienamente e veramente Dio come lo è il Padre”.

5. Cristo fatto uomo mostra che vivremo nella beatitudine divina

Bullivant ha anche sottolineato che Gesù è seduto alla destra del Padre come Dio fatto uomo.

I Padri della Chiesa come Sant’Atanasio e San Gregorio Nazianzeno ripetevano costantemente che “Dio si è fatto uomo perché l’uomo si faccia Dio”.

In questo senso, ha ricordato ciò che dice San Paolo nella sua Lettera ai Romani: “E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria” (Rm 8,17).

“Come tale”, ha sottolineato, “allora nella nostra dimora legittima in Cielo vivremo nella beatitudine divina, ovvero alla destra del Padre, insieme a Gesù Cristo”.

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