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Medjugorie, la mafia e Napoli: quello che monsignor Hoser dice veramente

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A partire da qualche blog è divampato sulle testate nazionali un “flame” acceso dal tam tam per cui il nuovo Visitatore Apostolico di Medjugorie avrebbe detto qualcosa “contro i napoletani”. Per ristabilire la verità dell'informazione essenziale e completa riportiamo integralmente la traduzione del passaggio dell'omelia. Inoltre ne illustriamo il senso in relazione con il quadro geopolitico locale e con un'importante intervista rilasciata dal Prelato in Polonia pochi giorni fa.

Hanno destato molto scalpore le parole di monsignor Henryk Hoser, recentemente nominato “Visitatore Apostolico” di Medjugorie, a proposito dei tentacoli della mafia che arrivano al santuario balcanico. Meglio, più che di “scalpore” si dovrebbe correttamente parlare di chiacchiericcio: quando infatti le informazioni sono parziali e selezionate con pregiudizio specioso a monte il vocabolario della professione giornalistica non risulta adeguato. E chiaramente se ad alimentare certe depravazioni dell’informazione sono delle testate giornalistiche la gravità della situazione diventa tale da costituire caso a sé.

Vale quindi la pena di richiamare en passant le parole di Papa Francesco sulle fake news, pronunciate per la 52esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali:

L’efficacia delle fake news è dovuta in primo luogo alla loro natura mimetica, cioè alla capacità di apparire plausibili. In secondo luogo, queste notizie, false ma verosimili, sono capziose, nel senso che sono abili a catturare l’attenzione dei destinatari, facendo leva su stereotipi e pregiudizi diffusi all’interno di un tessuto sociale, sfruttando emozioni facili e immediate da suscitare, quali l’ansia, il disprezzo, la rabbia e la frustrazione. La loro diffusione può contare su un uso manipolatorio dei social network e delle logiche che ne garantiscono il funzionamento: in questo modo i contenuti, pur privi di fondamento, guadagnano una tale visibilità che persino le smentite autorevoli difficilmente riescono ad arginarne i danni.

La difficoltà a svelare e a sradicare le fake news è dovuta anche al fatto che le persone interagiscono spesso all’interno di ambienti digitali omogenei e impermeabili a prospettive e opinioni divergenti. L’esito di questa logica della disinformazione è che, anziché avere un sano confronto con altre fonti di informazione, la qual cosa potrebbe mettere positivamente in discussione i pregiudizi e aprire a un dialogo costruttivo, si rischia di diventare involontari attori nel diffondere opinioni faziose e infondate. Il dramma della disinformazione è lo screditamento dell’altro, la sua rappresentazione come nemico, fino a una demonizzazione che può fomentare conflitti. Le notizie false rivelano così la presenza di atteggiamenti al tempo stesso intolleranti e ipersensibili, con il solo esito che l’arroganza e l’odio rischiano di dilagare. A ciò conduce, in ultima analisi, la falsità.

[…]

In gioco, infatti, c’è la nostra bramosia. Le fake news diventano spesso virali, ovvero si diffondono in modo veloce e difficilmente arginabile, non a causa della logica di condivisione che caratterizza i social media, quanto piuttosto per la loro presa sulla bramosia insaziabile che facilmente si accende nell’essere umano. Le stesse motivazioni economiche e opportunistiche della disinformazione hanno la loro radice nella sete di potere, avere e godere, che in ultima analisi ci rende vittime di un imbroglio molto più tragico di ogni sua singola manifestazione: quello del male, che si muove di falsità in falsità per rubarci la libertà del cuore. Ecco perché educare alla verità significa educare a discernere, a valutare e ponderare i desideri e le inclinazioni che si muovono dentro di noi, per non trovarci privi di bene “abboccando” ad ogni tentazione.

In queste parole (davvero profetiche e intelligenti) di Papa Francesco abbiamo già anticipato le ragioni del morboso interesse per le questioni di Medjugorie. Ora vorremmo però mostrarvi il video della famosa omelia da cui sono stati strappati i titoloni dei giornali di questi giorni: dal minuto 4:09 al minuto 5:04 si parla di Medjugorie.

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