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Paolo Ruffini, primo laico alla guida di un Dicastero vaticano

PAOLO RUFFINI
Public Domain
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Il Papa spiazza tutti e nomina il direttore di TV 2000 alla guida del nuovo dicastero per le comunicazione nominandolo Prefetto

Una nuova nomina che parte dalla Conferenza Episcopale italiana, che in qualche misura recupera una centralità nei progetti di Francesco del nuovo corso delle strutture vaticane, a dimostrazione di come il Santo Padre non abbia nessuna pregiudiziale sugli “italiani”, ma solo un progetto che cerca le persone più adatte ai ruoli, ieri monsignor Galantino che è andato all’APSA, oggi il direttore di Tv2000 che diventa il capo del Dicastero delle Comunicazioni. La novità qui è doppia perché Paolo Ruffini è un laico, e mai una carica così elevata era finita in mano ad un non consacrato. Anche attraverso questa nomina passa quel principio di de-clericalizzazione della Chiesa e di valorizzazione del laicato impegnato.

Paolo Ruffini, classe 1956, palermitano ma trapiantato a Roma dove prima si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza e poi inizia il suo lungo lavoro di giornalista. Ha lavorato nella carta stampata: Il Mattino di Napoli (1979-1986); Il Messaggero di Roma (1986-1996); nel settore radiofonico: Giornale Radio Rai (1996-2002); Canale Gr Parlamento (1998-2002); Radio 1 (1999-2002); Inblu Radio(2014-2018); e nella televisione ricoprendo ruoli dirigenziali a: Rai3 (2002-2011); La 7 (2011-2014); Tv2000 (2014-2018). Un professionista dunque, che conosce molto bene il mondo dei media e che negli ultimi 4 anni ha dato una nuova vita alla tv dei vescovi italiani, rendendola più accattivante e dal linguaggio più fresco senza per questo snaturarne la vocazione.

Ruffini va a sostituire monsignor Viganò, che si era dimesso dopo la contorta vicenda della lettera di Benedetto XVI.

«È una nomina che valorizza un professionista di primo piano, che ha contribuito in maniera decisiva a far crescere Tv2000 e il Circuito radiofonico InBlu; un amico stimato, che ha saputo far squadra, paziente e lungimirante», ha affermato infatti don Ivan Maffeis, il sottosegretario della Cei e presidente di Rete Blu, che ha ringraziato il Papa «per questa fiducia», aggiungendo: «Siamo certi di trovare nel dottor Ruffini un interlocutore prezioso per continuare una collaborazione fruttuosa a servizio della missione della Chiesa».

Lo stesso Ruffini, in una dichiarazione rilasciata all’agenzia della Cei Sir, ribadendo che «gli anni a Tv2000 sono stati per me un cammino bellissimo, entusiasmante, fatto con persone straordinarie» e ringraziando «i vertici della Chiesa italiana che mi hanno chiamato, dato fiducia e sostenuto», ha commentato il nuovo incarico dicendo: «Mi è capitato molte volte nella vita di dover cambiare ruolo. Di dover ricominciare. Sempre in maniera non prevista. Ma questa è la più imprevista di tutte. Quella di Papa Francesco è stata una chiamata che mi ha sorpreso, che non mi aspettavo, per un compito così grande da essere anche misura e ammonimento costante della mia personale piccolezza. Di fronte a questa chiamata – ha aggiunto – potrò sempre e solo esprimere la mia gratitudine. E mettere a disposizione di un disegno più grande tutto il mio impegno, tutto quel che so e tutto quel che sono».

Papa Francesco ha riordinato i media vaticani (Radio Vaticana, Centro Televisivo Vaticano, Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; Sala Stampa della Santa Sede, Servizio Internet Vaticano, Servizio Fotografico e, più di recente, Libreria Editrice Vaticana e Tipografia Vaticana) includendoli in un unico “contenitore” che ha quindi in mano tutta la comunicazione della Chiesa e tramite questo nuovo organismo proverà da un lato a fare economie, e dall’altro di avere un forte e stabile coordinamento tra giornale, tv, internet e la radio.

Come fa notare Maria Antonietta Calabrò sull’Huffington Post

Per una coincidenza, del tutto casuale, [nello stesso giorno] il Papa ha proclamato anche le virtù eroiche del sindaco “santo” di Firenze, Giorgio La Pira: un altro segnale della “valorizzazione” dei laici cattolici (anche in politica), sui cui sta insistendo sempre più il presidente della CEI, Gualtiero Bassetti.

C’è molto lavoro da fare per ridare centralità ai laici impegnati, i segnali di attenzione della Chiesa ci sono tutti.

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