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Vedovo, 66 anni, tre figli e ora sacerdote

FR LAMBERTO RAMOS,ORDINATION

Bishop Francis | Twitter

Simone Lorenzo - pubblicato il 05/07/18

La storia di padre Lamberto ci aiuta a riflettere su come stiamo compiendo la nostra missione cristiana di amare come ama Gesù

“Come può diventare sacerdote visto che è tanto divertente?” È stata questa la domanda che mi ha posto mia nonna quando mio fratello, che era noto per il suo buonumore, è entrato in seminario. Le ho sorriso, pensando tra me e me: “Perché gli uomini divertenti non possono diventare sacerdoti? L’allegria non è un aspetto importante della santità?” Ho comunque capito perché era rimasta sorpresa dal fatto che il suo nipote divertente e affascinante stesse considerando il sacerdozio. Come molti filippini più anziani, vedeva ancora la vocazione in base ad alcuni stereotipi: se sei serio o parli piano puoi scegliere la vita consacrata, se sei rumoroso, divertente o elegante ti devi sposare.

Sappiamo, però, che la santità non è collegata a un tipo specifico di personalità, ma è una vocazione a cui tutti siamo chiamati. La santità è per tutti, indipendentemente dallo stile di vita o dallo stato civile. È per questo che il matrimonio e la vita consacrata sono due espressioni dello stesso mistero: il dono completo, in risposta al dono di Cristo alla sua sposa, la Chiesa.

Questo legame tra il matrimonio e la vita consacrata va al di là del discernimento teologico.

Lo abbiamo visto anche nella storia di padre Lamberto Ramos, diventato sacerdote il 1° giugno 2018 nella diocesi filippina di Antipolo.

Da marito innamorato a sacerdote

Padre Lamberto ha 66 anni. È nato il 19 settembre 1951 a Malolos, Bulacan, ha frequentato il seminario minore e in seguito si è laureato in Filosofia presso il seminario di San Carlo di Manila. Quando insegnava in una scuola cattolica ha sentito la chiamata al matrimonio. È accaduto dopo aver conosciuto Vilma, che è diventata sua moglie. Si sono sposati nel 1975 e hanno avuto tre figli.

La preghiera, specialmente prima dell’Eucaristia, ha occupato un luogo fondamentale nella vita di Lamberto e Vilma. Negli ultimi anni del loro matrimonio andavano a Messa ogni giorno.

Nel 2007 a Vilma è stato diagnosticato un cancro. Quando è morta, nel 2014, lei e Lamberto erano sposati da più di trent’anni.

Visto che si rendeva conto che la moglie stava morendo, Lamberto le ha detto quanto l’amava. Le ha chiesto anche perdono per non averle dato tutte le ricchezze materiali che le aveva promesso, ma la risposta di lei lo ha sorpreso: “Lamberto, diventa sacerdote, è tutta la ricchezza che desidero”.

Dopo la morte della moglie, Lamberto ha lottato con la tristezza per due anni. Ha cercato di uscire con un’altra donna, ma nelle sue preghiere ha iniziato a sentire che Dio lo invitava a tornare in seminario. È stato allora che si è ricordato della richiesta di Vilma.

Perché ha scelto di diventare sacerdote?

Quando qualcuno gli chiede perché sia diventato sacerdote, Lamberto spiega che voleva usare la sua esperienza professionale di Marketing per comunicare il Vangelo in modo più efficace. Dice anche che i sacerdoti non possono più aspettarsi che i laici ascoltino le omelie come prima; i sacerdoti devono predicare in un modo che faccia appello all’esperienza comune, perché il compito principale del presbitero è ispirare le persone comuni a tradurre “il mistero della venuta di Gesù Cristo ogni giorno nella propria vita”.

“Il mio ritorno in seminario non è stato dovuto solo al desiderio di mia moglie defunta. Ho moltissimi motivi per essere sacerdote”, ha detto padre Lamberto al sito Philippine Daily Inquirer.

Il presbitero ha anche invitato chi pensa al sacerdozio a discernere accuratamente le proprie motivazioni, consigliando di entrare in seminario solo per amore nei confronti di Dio.

Una domanda su cui riflettere

L’esperienza di padre Lamberto ci aiuta a vedere come la vocazione cristiana di amare come ama Cristo appartenga a entrambe le vocazioni. A causa di questo mistero, tutti i cristiani sono chiamati ad essere trasformati dallo stesso amore e dalla stessa santità. E allora, anche se non siamo sacerdoti o suore, la storia di Lamberto ci invita a riflettere su questa domanda: come rispondiamo ogni giorno all’appello cristiano ad amare come ama Gesù?

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