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Il demonio mette un ostacolo, Dio lo trasforma in un trampolino

RAGAZZO, TUFFO, MARE

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don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 04/07/18

Il male esiste, è una presenza. Ricordiamoci, allora, che Cristo ci santifica convertendo una tentazione in occasione

In quel tempo, essendo Gesù giunto all’altra riva del mare di Tiberiade, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva più passare per quella strada.
Cominciarono a gridare: «Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?».
A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci a pascolare;
e i demòni presero a scongiurarlo dicendo: «Se ci scacci, mandaci in quella mandria».
Egli disse loro: «Andate!». Ed essi, usciti dai corpi degli uomini, entrarono in quelli dei porci: ed ecco tutta la mandria si precipitò dal dirupo nel mare e perì nei flutti.
I mandriani allora fuggirono ed entrati in città raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. 
Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, vistolo, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio. (Mt 8,28-34)

Oggi il vangelo ci racconta di un esorcismo. Dovremmo stare sempre molto attenti quando leggiamo questi racconti a non renderli troppo simbolici. Non sono solo storie che significano altro. Certi episodi non sono parabole, ma fatti di cronaca registrati alla maniera del Vangelo, cioè non in maniera giornalistica ma teologica. Essi rimangono comunque “fatti”. Gesù si è incontrato e scontrato realmente con il male. Il male esiste. Non è solo un modo di raccontare la parte della vita che non funziona.

Il grande papa Paolo VI, sempre misurato, attento e preciso nelle parole così si esprime: “Il male e il peccato sono occasione ed effetto d’un intervento in noi e nel nostro mondo d’un agente oscuro e nemico, il Demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa”. Credo che il Vangelo prima di ricordarci cosa Gesù può contro il male, voglia ricordarci innanzitutto che il male esiste! La prima vittoria del male è farci credere che tutti i nostri problemi sono solo paturnie di uomini o tra uomini, questioni solo di pensieri, errori o ferite.

Il male esiste e lavora h24 contro di noi. Prima lo accettiamo e prima permettiamo a Cristo di combatterlo in noi e per noi. Nel racconto di oggi esso si manifesta come una violenza che sbarra la strada: “erano tanto furiosi che nessuno poteva più passare per quella strada”. Molte volte nella vita ci sembra che la strada sia sbarrata oltre le nostre forze. Dobbiamo allora ricordarci che Cristo può liberare ogni strada e può trasformare la fatica di un ostacolo (anche se è il demonio a metterlo) in un modo di santificarci, di farlo concorrere al nostro bene. Il male può sbarrarci la strada ma non può fermare il nostro cammino. L’Amore di Dio che ci arriva attraverso Cristo ci aiuta a trasformare ogni tentazione in occasione, ogni ostacolo in opportunità, ogni chiusura in trampolino di lancio. Cristo non solo ci libera dal male, ma ci libera anche nonostante il male.

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