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Cosa sta facendo la Chiesa per evitare scandali sessuali nei seminari?

© Jeffrey Bruno
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Il problema delle fragilità e delle persone omosessuali che vogliono farsi prete è reale. Un nuovo documento lo sta affrontando. Ecco cosa dice e perché dovrebbero recepirlo fino in fondo (sopratutto i vescovi)

Quando serve prudenza

Va sottolineato che la Ratio non interviene solo su casi di persone con tendenze omosessuali, o su presunte fragilità sessuali, ma invita alla prudenza ogni qual volta ci si confronta con persone deboli e in difficoltà.

In conclusione «compete alla Chiesa discernere l’idoneità di colui che desidera entrare nel Seminario» e poi formarlo adeguatamente solo ed esclusivamente se si coglie la vocazione.

Ben vengano test, esami, scrutini, per comprendere l’evoluzione del seminarista, ma se non sussistono le condizioni la Ratio parla chiaro: la persona va rimossa dal Seminario.

Da Paese a Paese

Questa Ratio deve essere recepita a livello locale, anche alla luce dei contesti in cui si vive, sulla base delle consuetudini o della cultura di quel luogo. Da Paese a Paese, i vescovi e i formatori dei futuri presbiteri dovranno verificare con molta attenzione le motivazioni che spingono ad un eventuale ingresso nella vita clericale. 

Avvertire una presunta vocazione in Italia, è ben diverso se accade ad una persona di una diocesi tedesca, così come negli Stati Uniti l’approccio vocazionale è diverso da quello che avviene nel cuore della Savana in Africa.

Il cattivo esempio

Un ruolo cruciale, nel seguire nel migliore dei modi le direttive impartite dalla Ratio, lo hanno i vescovi, i rettori dei seminari, o coloro che sono alla guida di Istituti di formazione di futuri presbiteri.

Certamente un cattivo esempio da abbattere è quello del Padre Spirituale raccontato nell’articolo di Marzano, omosessuale che si eccita alla vista del giovane adolescente nei confronti del quale dovrebbe avere tutt’altro ruolo paterno (e che ovviamente non è in grado di garantire).

Il caso di Cottalunga

Così come, un altro pessimo esempio proviene dall’assurda vicenda dell’ormai ex prete di un paese in provincia di Verona, Don Giuliano Cottalunga, che a febbraio ha chiesto di mollare la tonaca per sposarsi con un altro tizio alle Canarie: chi ha consentito la sua ordinazione sacerdotale? Il vescovo di Rieti lo ha ordinato nel 1995, commettendo un evidente errore. Possibile che in seminario nessuno si fosse accorto delle sue tendenze? Peraltro Giuliano frequenta suo marito da circa dieci anni.

Insomma, queste sono situazioni al limite e negative contro cui la Chiesa deve combattere con maggiore rigore. Rispettare la Ratio, adeguandosi ovviamente al contesto culturale, è fondamentale per evitare il ripetersi di episodi spiacevoli e che sfiduciano i fedeli, o chi vuole avvicinarsi la Chiesa.

Courtesy of Artykuł osiemnasty

Più coraggio dai superiori!

Quando è in ballo una fragilità – più o meno evidente – della persona (che sia di natura sessuale, narcisistica, bipolare, depressiva, ecc…), Padri Spirituali, Rettori, e poi Vescovi o altre guide degli Istituti, non possono più tacere o fare finta di niente. Il loro atteggiamento rischia solo di minare la credibilità dell’Istituzione ecclesiastica.

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