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Sto vivendo una crisi di fede, che fare?

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Malattie, divorzi, sofferenze e disoccupazione possono essere alcune delle tentazioni che il nemico usa per far sì che le persone dubitino dell'azione amorevole di Dio

di Fernanda Zapparoli

La fede del cristiano è il combustibile che gli permette di superare gli ostacoli e rimanere saldo in Dio. Ogni essere umano affronta lotte e sofferenze, ma c’è una differenza tra chi crede e chi non crede: il senso dell’esistenza umana. Il cristiano crede che dopo aver attraversato le prove terrene sarà ricompensato in Dio con la salvezza eterna. Chi non crede vive fuggendo dalle prove, perché desidera vivere una vita terrena senza lotte, solo con bonaccia, salute, denaro e felicità. La vita senza fede porta la persona alla perdita del senso della sua esistenza.

Nella Parola di Dio si trova questa definizione: “La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” (Ebrei 11,1). Ciò vuol dire che la persona spera, con una certezza che non ha spiegazione umana, in qualcosa che non è palpabile.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 153) afferma che “la fede è un dono di Dio, una virtù soprannaturale da lui infusa”. È quindi un dono del Signore per i suoi figli, la via che porta l’uomo a Dio.

Se la fede è essenziale per raggiungere il Cielo, il nemico farà di tutto per strapparla alle persone. “La fede può essere messa alla prova. Il mondo nel quale viviamo pare spesso molto lontano da ciò di cui la fede ci dà la certezza; le esperienze del male e della sofferenza, delle ingiustizie e della morte sembrano contraddire la Buona Novella, possono far vacillare la fede e diventare per essa una tentazione” (CCC, n. 165).

Malattie, divorzi, sofferenze e disoccupazione possono essere alcune delle tentazioni che il nemico usa per far sì che le persone dubitino dell’azione amorevole di Dio. Se è così, si inizia un processo di allontanamento dal Signore, si sperimenta una crisi di fede in cui l’esistenza di Dio viene messa in discussione.

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