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Sto vivendo una crisi di fede, che fare?

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Canção Nova - pubblicato il 04/07/18

Malattie, divorzi, sofferenze e disoccupazione possono essere alcune delle tentazioni che il nemico usa per far sì che le persone dubitino dell'azione amorevole di Dio

di Fernanda Zapparoli

La fede del cristiano è il combustibile che gli permette di superare gli ostacoli e rimanere saldo in Dio. Ogni essere umano affronta lotte e sofferenze, ma c’è una differenza tra chi crede e chi non crede: il senso dell’esistenza umana. Il cristiano crede che dopo aver attraversato le prove terrene sarà ricompensato in Dio con la salvezza eterna. Chi non crede vive fuggendo dalle prove, perché desidera vivere una vita terrena senza lotte, solo con bonaccia, salute, denaro e felicità. La vita senza fede porta la persona alla perdita del senso della sua esistenza.

Nella Parola di Dio si trova questa definizione: “La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” (Ebrei 11,1). Ciò vuol dire che la persona spera, con una certezza che non ha spiegazione umana, in qualcosa che non è palpabile.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 153) afferma che “la fede è un dono di Dio, una virtù soprannaturale da lui infusa”. È quindi un dono del Signore per i suoi figli, la via che porta l’uomo a Dio.

Se la fede è essenziale per raggiungere il Cielo, il nemico farà di tutto per strapparla alle persone. “La fede può essere messa alla prova. Il mondo nel quale viviamo pare spesso molto lontano da ciò di cui la fede ci dà la certezza; le esperienze del male e della sofferenza, delle ingiustizie e della morte sembrano contraddire la Buona Novella, possono far vacillare la fede e diventare per essa una tentazione” (CCC, n. 165).

Malattie, divorzi, sofferenze e disoccupazione possono essere alcune delle tentazioni che il nemico usa per far sì che le persone dubitino dell’azione amorevole di Dio. Se è così, si inizia un processo di allontanamento dal Signore, si sperimenta una crisi di fede in cui l’esistenza di Dio viene messa in discussione.

Passi per superare la crisi

Primo: Chiedere aiuto a persone mature nella fede, come un sacerdote, un direttore spirituale o qualcuno che sia per voi un punto di riferimento. Bisogna essere trasparenti e liberi nell’esprimere ciò che si prova, aprendosi per ascoltare i consigli.

Secondo: Vivere la lotta spirituale. Per chi ha un ruolo di leader nella Chiesa, può essere il momento di cedere l’incarico perché un’altra persona possa esercitare quella funzione finché dura la crisi. Non significa smettere di vivere la pratica religiosa né le attività missionarie, ma prendersi cura di sé perché la lotta contro il nemico non sia sleale.

Terzo: Contare sul sostegno di persone che vi amano davvero e non vi giudicano. È una crisi che passerà, e se ben vissuta produrrà frutti positivi di salvezza. Lasciate dire alla gente ciò che vuole, non vi fate influenzare da commenti e giudizi, ma comprendete che alla fine della vita il vostro giudizio sarà una cosa che riguarderà solo voi e Dio.

Quarto: Bisogna comprendere che Dio non violerà mai le leggi umane e la libertà che Egli stesso ha dato ai suoi figli. Un esempio: perché il marito torni a casa dopo aver abbandonato la moglie deve voler tornare e compiere il cammino di ritorno. Dio non lo forzerà a farlo.

Un altro esempio: perché la malattia venga curata, è necessario che il trattamento chiesto dai medici venga seguito. Se Dio vuole curare istantaneamente è un mistero di fede. È importante che il malato, nella sua libertà, scelga di compiere tutto il processo richiesto dai medici.

Dio mi ama e mi consola

Tra tutte le preghiere che non hanno ricevuto risposta e le lotte vissute, abbiate una certezza di fede: Dio vi ama e vi consola. La maturità nella fede si verifica quando noi credenti impariamo che Dio non ha il dovere di fare la nostra volontà nel momento in cui lo desideriamo. Ciò di cui abbiamo bisogno è il suo amore e la sua consolazione, perché “il giusto vivrà mediante la fede” e “non siamo di quelli che indietreggiano a loro perdizione, bensì uomini di fede per la salvezza della nostra anima” (Ebrei 10, 38-39).

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