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Gesù nacque da una vergine. E no, non è un mito precristiano.

MARY,MOTHER OF GOD,PREGNANT
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Che molti cadano nella bufala dell’equiparare il cristianesimo alle religioni pre-cristiane è un dato di fatto, se però ci casca anche un editorialista di Repubblica allora urgono dei chiarimenti. Per Michele Serra, infatti, il concepimento virginale di Gesù ricalcherebbe un mito precristiano.

Spesso affrontiamo il tema della storicità e della vita di Gesù, ma oggi non è questa la nostra intenzione. Appurato che la perpetua verginità di Maria è verità di fede definita per la Chiesa, gli studiosi hanno avanzato argomenti a favore e contro la plausibilità storica di tale avvenimento che, in ogni caso, richiede un intervento divino impossibile da certificare con i criteri della storia e della scienza (a parte un poco convincente tentativo di Frank Tipler nel suo La fisica del cristianesimo, ma questo è un altro discorso).

Semplicemente vorremmo ricordare che non ci sono argomenti per sostenere che la storia di Gesù sia una falsariga degli uomini-dei dell’antichità. Anzi, ce ne sono e in opposizione a questa tesi. Per quanto riguarda specificamente la nascita da una vergine, i miticisti -tra cui il teologo Rudolf Bultmann- spesso citano il parallelismo con Apollonio di Tiana Mitra, due divinità pagane. Il problema è che non esiste alcuna testimonianza sulle loro vicissitudini e, per quanto riguarda Apollonio, l’unica fonte è quella di Filostrato, scritta dopo i Vangeli (III sec. d.C., più precisamente 217-220 d.C.) e «ritenuta dagli studiosi inattendibile per “la misura notevole di invenzione, finzione e falsità storica”» (J.P. Meier, Un ebreo marginale, Volume 2, Queriniana 2003, p. 959).

L’agnostico Bart D. Ehrman, docente di Nuovo Testamento e presidente del Dipartimento di studi religiosi dell’Università della Carolina del Nord, ha più volte affrontato queste strampalate teorie: «E’ una pura invenzione!». Coloro che sostengono questi parallelismi, come il già citato Michele Serra, «non citano alcuna fonte pervenutaci dal mondo antico che sia possibile verificare. Gli studiosi dei misteri mitraici non hanno difficoltà ad ammettere che, come per la maggior parte delle religioni misteriche, non sappiamo molto del mitraismo. Non abbiamo testi mitraici, e tanto meno testimonianze secondo cui il dio Mitra sarebbe nato da una vergine il 25 dicembre e sarebbe morto per espiare i peccati, per poi risorgere di domenica» (B.D. Ehrman, Did Jesus Exist?, HarperCollins Publishers 2012). Senza contare che secondo l’iconografia romana, Mitra nasce già adulto da una roccia, la petra genetrix.

Il noto studioso americano ha aggiunto: «Quando i cristiani sostennero che Gesù era nato da una vergine, per esempio, intesero affermare che la madre di Gesù non aveva mai avuto rapporti sessuali. Nel caso degli uomini divini, invece, il cui padre era un dio e la madre una mortale, c’è quasi sempre di mezzo un rapporto sessuale. Il bambino è, alla lettera, in parte un essere umano e in parte una divinità. La donna mortale non è una vergine: ha avuto un rapporto sessuale divino» (B.D. Ehrman, Did Jesus Exist?, HarperCollins Publishers 2012, p. 218). Per quanto riguarda i presunti parallelismi con HorusKrishna e Dioniso rimandiamo a questo rapido ma ben argomentato debunking.

L’editorialista di Repubblica, il già citato Michele Serra, ha concluso dicendo di non credere «che esista “la parola di Dio”. Penso si tratti di parole umane (alcune delle quali affascinanti, importanti) attribuite al Padre per ragioni» varie. Ha tutto il diritto di crederlo, avrebbe invece il dovere di argomentare se vuole parlare di storia e di presunti (ed inesistenti) plagi del cristianesimo. Consigliamo, infine, l’articolo del teologo Angelo Bellon a chi volesse approfondire la storia del dogma cattolico della verginità perpetua di Maria, che risale al primo Concilio di Costantinopoli (381 d.C.).

 

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