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Così l’Angelo Custode consolava Padre Pio dopo la sentenza del Sant’Uffizio

Shuttlestock / Common Wikipedia
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I cardinali avevano decretato che le stimmate non erano soprannaturali. Pio apprende la notizia e quando torna nella sua cella vede un pulviscolo luminoso

Le parole sono come bastonate. Per i cardinali di Roma, i rappresentanti di quella Chiesa di Cristo che Pio ama come la sua stessa madre, nulla di ciò che lo riguarda viene dal Cielo. Nulla.

Il diavolo

«Non ho mai chiesto di essere un esempio», dice piano entrando nella sua cella e posando gli occhi sul crocifisso appeso alla parete. «Mai ho voluto essere guardato come qualcuno di speciale ma solo come un tramite per rivolgere la mente e il cuore all’Altissimo. Questo sarebbe il conforto che desidero. Invece, hanno fatto di me un reietto».

«Ti hanno abbandonato».

È la voce roca e catarrosa che Pio avverte attorno a sé nei momenti difficili. Una voce che è come fumo, denso e acre e lo avvolge come le spire di un serpente.

«Ti hanno lasciato solo. Ti odiano e hanno paura di te, stupido frate che non sei altro!».

«No!», grida Pio. E i suoi occhi velati di pianto mandano scintille come quando si tocca col ferro il ceppo sul fuoco. «No! Vattene e lasciami stare!».

Il Vangelo di Luca

Si lascia cadere sul letto, si china in avanti, si copre il viso con i guanti. Le lacrime irrompono come da una fontana e si mescolano al sangue che filtra dalle bende lasciandogli sulle guance una tinta rosata. Ma di colpo, alza la testa. Si asciuga gli occhi con la manica del saio. Allunga la mano e prende il Vangelo, sulla sedia accanto. Con le dita tremolanti, apre il libricino e si trova di fronte il Vangelo di Luca:

«Padre, se vuoi allontana da me questo calice. Però non la mia volontà sia fatta, ma la tua».

Gli apparve allora dal cielo un angelo, a dargli forza. E in quel preciso istante, il viso di Pio si rasserena e un sorriso lucente esplode tra la sua barba bagnata di lacrime. «Sei venuto a confortami, piccolo amico della mia infanzia», dice balbettando, mentre il pulviscolo che si agita a mezz’aria illuminato dalla piccola finestra si addensa e prende forma.

Il rosario

Padre Pio da Pietrelcina, frate cappuccino che da cinque anni porta sul proprio corpo i segni sanguinanti della crocifissione, che trascorre anche venti ore al giorno seduto nel confessionale ad ascoltare le miserie della gente e che ora porta sulla schiena il peso di una condanna del Sant’Uffizio, fruga nella tasca del saio, estrae la corona del Rosario e piangendo di gioia inizia a pregare.

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