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Cosa può dire l’esperienza di San Pietro alla mia storia con Gesù?

Catholic Link - pubblicato il 28/06/18

di Andrés D’Angelo

Se avessimo consigliato noi Gesù sulla scelta dei suoi discepoli, quanto sarebbe stato tutto diverso! Gesù, non dare la cassa a Giuda, che è ladro, non fondare la tua Chiesa su Pietro, che nega sempre tutto… Non è forse vero che Gesù ha fatto le cose male? Ma la Chiesa è uscita fuori bene! Perché?

Dicono che Dio scrive dritto su righe storte, e con San Pietro apostolo si è dovuto sforzare parecchio: ci sarà stata una riga più storta di lui?

E tuttavia, Gesù, lo hai scelto. E oggi, 265 Papi dopo, continuiamo a chiederci: “Cosa ti ha portato a sceglierlo? Perché Pietro e non Andrea, che è stato il tuo primo discepolo? Perché non Bartolomeo, che era un ‘israelita senza doppiezza’? Perché proprio lui?” Ovviamente non è semplice, ma dobbiamo imparare a vedere con i tuoi occhi, Gesù, e non con i nostri, perché la tua saggezza è stoltezza per chi non guarda come te, ma un tesoro infinito per chi invece lo fa.

1. San Pietro era ben poco istruito

Era un pescatore della Galilea, non un dottore della legge, né un fariseo o un membro del Sinedrio. Era un semplice pescatore, un lavoratore salariato, che viveva del lavoro delle sue mani.

Ma “Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti” (1 Corinzi 1, 27), e con Pietro è emerso chiaramente: San Pietro ha continuato ad essere stolto anche dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, e nel primo Concilio di Gerusalemme la Chiesa lo ha fatto tornare sui suoi passi quanto alla circoncisione e altre usanze ebraiche. Ma Pietro sapeva di essere poco colto e ha accettato le correzioni dei suoi fratelli, e la Chiesa è andata avanti conservando la fede.

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Tags:
gesù cristosan pietro
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