Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Qual è la soluzione che il Papa chiede per i rifugiati?

IMMIGRATION
Giannis Papanikos - Shutterstock
Condividi

L'ONU lavora per un Patto Mondiale: gli Stati membri dell'ONU saranno generosi e solidali con questi 68,5 milioni di persone?

Anche il Myanmar è entrato tra i dieci Paesi con il più alto numero di rifugiati, con quasi un milione di rohingya che ha dovuto spostarsi in Bangladesh. Seguono, nell’ordine, Somalia, Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centroafricana, Eritrea e Burundi.

I dieci Paesi recettori di migranti sono stati la Turchia con 3,5 milioni di rifugiati, prevalentemente siriani, il Pakistan con 1,4 milioni, l’Uganda con 1,4 milioni, soprattutto Sudanesi del Sud, il Libano con quasi un milione, l’Iran con 979.000, la Germania con 970.400 (45% in più rispetto all’anno precedente), il Bangladesh con 906.000 (principalmente rohingya), Sudan, Etiopia e Giordania.

Quanto agli sfollati interni, c’è la drammatica situazione della Colombia (per via delle FARC), della Repubblica Democratica Congo e di Somalia, Yemen, Sudan, Sud Sudan, Afghanistan, Ucraina, Nigeria ed Etiopia, tutti con un uno o più milioni di sfollati.

Patto Mondiale

Il Patto Mondiale, di cui esiste già una bozza, consiste nel dare una risposta globale ai problemi dei migranti e dei rifugiati perché ricevano un trattamento umano e dignitoso dal momento della partenza a quello dell’arrivo, e accoglienza e stabilità nel luogo di destinazione. Il Patto vuole stabilire una cornice internazionale più umana di quella attuale.

Contempla un’assistenza globale per le persone, comprendente assistenza sanitaria, istruzione, impiego, cura dei più deboli, documenti, registri civili, sicurezza alimentare, alloggio, sicurezza e protezione, nonché pianificazione e previsioni di accoglienza.

Vengono contemplati anche il sostegno ai Paesi d’origine, il rimpatrio volontario, il ricollocamento e accordi di recezione immediata.

Tutto questo non sarà possibile senza un’ampia cooperazione internazionale, come ha già segnalato la Convenzione relativa allo Statuto dei Rifugiati del 1951.

Non va dimenticato che non si tratta più solo di rifugiati per motivi politici, rivoluzioni, persecuzioni o conflitti, ma di affrontare il tema degli sfollati a causa dei disastri naturali, come inondazioni, eruzioni vulcaniche o terremoti.

L’introduzione della bozza del patto dice che il suo successo dipenderà dai progressi in questi settori: sistemi di distribuzione dei rifugiati e carico condiviso, rafforzamento dei sistemi nazionali di protezione, migliori condizioni socio-economiche per le persone rifugiate e le comunità di accoglienza e maggiori sforzi per risolvere situazioni prolungate.

Gli Stati e la comunità internazionale saranno ricettivi di fronte a un tale bisogno di solidarietà? È un lavoro che andrà realizzato non solo a livello diplomatico, ma soprattutto a livello di opinione pubblica, per impedire che i populismi impediscano al Patto Mondiale di andare avanti.

L’Unione Europea studierà già questo fine settimana il tema dei rifugiati nella riunione del Consiglio d’Europa.

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.