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Come la “mindfulness” mi ha aiutata a superare l’infertilità

WOMAN IN THOUGHT
Liubov Burakova | Stocksy United
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Questa pratica, combinata con la preghiera, ha aiutato sia il mio stato mentale che il mio corpo

Il dottor Gregory Bottaro, del CatholicPsych Institute e autore di The Mindful Catholic, scrive che la mindfulness cristiana è “semplicemente imparare come controllare la nostra messa a fuoco di modo che anziché fare attenzione alle fantasie che creiamo nella nostra immaginazione possiamo concentrarci sulla realtà che si svolge al di fuori dello spazio compreso tra le nostre orecchie”.

“Anziché dire semplicemente ‘Confido in Dio‘”, aggiunge, “possiamo affiancare alle parole il cervello. Quando rimuginiamo sul passato o sul futuro, ‘ruminando’ in continuazione su preoccupazioni o rimpianti, stiamo agendo come se avessimo il controllo e dovessimo capire tutto. Se vogliamo compiere un atto di fiducia in Dio, possiamo cercare di liberarci di questo falso controllo concentrando invece la nostra mente sulle realtà del momento presente”.

Nei miei peggiori momenti di paura e disperazione, mentre divoravo libri sulla fertilità e siti Internet pieni di dritte su come rimanere incinte, non ho sempre confidato del tutto in Dio – era difficile tenere la mente tranquilla e concentrata sulla realtà del momento.

I momenti in cui mi fermavo, respiravo e accettavo il fatto che Dio non mi avesse ancora dato un bambino – anziché gettarmi in un tentativo frenetico di capirne il motivo – erano però una rivelazione di pace e calma. Mi concentravo sulle cose per le quali ero grata: avevo un impiego, ero sposata con un uomo affettuoso e che mi sosteneva, avevo buoni amici e una famiglia che mi amava, e una Chiesa solida.

Non sapevo perché Dio non mi avesse ancora dato un bambino, ma con la mindfulness e la preghiera ho smesso di pormi le domande continue e angoscianti che mi stavano provocando tanto stress. In quel periodo ho pregato molto, e se supplicavo Dio di donarmi un figlio, la mia vita di preghiera andava anche al di là delle continue richieste. Sono andata più a fondo con Lui, ho iniziato a conoscerlo di più, e ogni volta che mi rivolgevo a Lui perché ero triste o perché mi facevo mille domande mi veniva più incontro.

Non avrei scelto di vivere mesi di infertilità inspiegabile, e non l’augurerei a nessuno per il dolore che provoca, ma non credo che il tempo trascorso aspettando di diventare madre sia stato sprecato. Con la mindfulness e l’accettazione della mia situazione sono riuscita ad arrivare a Dio nella preghiera autentica, e così il mio rapporto con Lui si è rafforzato. Anche se quei mesi sono stati spiacevoli e stressanti, non li cambierei neanche se potessi. La prossima volta che vivrò una situazione di sofferenza (e ce ne sono sempre) ricorderò la crescita che ho sperimentato mediante l’infertilità, e la preghiera e la mindfulness saranno le mie prime difese.

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