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Galleria: gli abiti nuziali attraverso i secoli

© Public domain
Robe de fiançailles de l'impératrice Élisabeth d'Autriche.
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Simbolo del gran giorno, l’abito nuziale occupa un posto d’onore nel guardaroba femminile. Esso simboleggia un momento cruciale della vita di una donna. Confezionato in segreto per lunghi mesi, l’abito nuziale trasforma per un giorno una ragazza in una regina. Ma non è sempre stato così.

Nel corso della storia, non è variato soltanto l’istituto del matrimonio, ma anche l’abito nuziale. Per numerosi secoli la sposa non portava un abito specifico, per il giorno della cerimonia. Ben prima di adottare il tradizionale abito bianco, la ragazza sceglieva semplicemente nel proprio guardaroba l’abito dal colore più bello. Che si venisse da una famiglia povera o che si appartenesse alla nobiltà, la norma vuole che ci si agghindi con gli accorgimenti più belli, per il gran giorno, senza altre raccomandazioni particolari. Lo stile del vestito esprime il rango e le risorse della famiglia della sposa.

In Francia, del resto, le donne portano spesso il loro costume regionale. Non è forse un abito tradizionale per la messa domenicale? La comparsa di una tenuta dedicata specialmente alla cerimonia del matrimonio viene dalla Chiesa ai tempi del Rinascimento. È al Concilio di Trento (1545-1566) che la Chiesa stabilisce nuove regole per il matrimonio: rende obbligatorie le pubblicazioni, la presenza di un ministro del culto cattolico e dei testimoni. Contestualmente, prescrive «solennità e decoro» per l’abito. I quadri dell’epoca testimoniano che le spose delle famiglie aristocratiche cominciano a indossare un abito bianco.

Bianco, simbolo di purezza

Per i secoli a seguire, i vestiti da sposa ritrovano i colori. Il nero è il più gettonato perché permette alla donna di indossare l’abito più volte, pratica ricorrente specie tra le famiglie più modeste. Per vedere ordinariamente l’abito bianco su di una sposa bisognerà attendere il XIX secolo. Questa comparsa del bianco è legata alle premesse della separazione tra Chiesa e Stato. Essa distingue il matrimonio civile da quello religioso. Con la secolarizzazione, l’abito da sposa bianco diventa allora il simbolo della verginità e della purezza.

L’abito nuziale riflette più sovente le preferenze estetiche del momento. La sua forma evoluta lungo i decenni, dagli abiti a cesto del XVIII secolo, lo stile purificato del Primo Impero, la moda romantica e le forme strutturate da crinoline e torniture sotto la Restaurazione. All’indomani della Grande Guerra, essa non resistette all’evoluzione dei costumi e degli stili del vestiario: le donne si sposarono allora con abiti a vista bassa con i bordi raccorciati.

Con la penuria di tessuti della seconda guerra mondiale, i sarti – tra cui Christian Dior – tornano alle lunghezze degli anni ’50. È l’età d’oro dell’abito ampio e svasato fino ai piedi.

I creatori di alta moda se ne impossessano, allora, e vi si gettano a capofitto dando libero corso alla loro immaginazione. E non è per caso che le loro sfilate si chiudono con gli abiti nuziali: è la consacrazione di un’unione riuscita tra il mondo della moda e la celebrazione del matrimonio.

Scoprite in immagini la storia degli abiti da sposa attraverso i secoli:

[Traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Tags:
storia
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