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L’amore di Dio assomiglia a quello di mio papà per me. Sono la sua prediletta!

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Questo in fondo è lo stile di Dio nell’amore: Lui ci preferisce, tutti

di Anna Mazzitelli

Ecco, scriverò questo post anche se sicuramente farà arrabbiare qualcuno, i miei fratelli, per esempio, e chissà, se mia nonna fosse viva forse ci sformerebbe un po’ anche lei.

Tanti anni fa, non saprei nemmeno dire quanti, né in che fase della mia vita mi trovassi, un confessore, dopo aver ascoltato le mie lamentazioni, mi chiese: “Ma che rapporto hai tu con tuo padre?” perché evidentemente associava la visione del Padreterno a quello che era il padre terrestre, intendendo che qualora una persona non abbia un buon padre sicuramente farà più fatica ad avere un buon rapporto con il Padre.

Ultimamente ho riflettuto su questa cosa, che è anche uscita fuori in uno degli incontri per i catecumeni che abbiamo fatto a san Giovanni quest’anno, quando don Andrea ci ha fatto mettere in gruppetti di tre/quattro persone e ci ha invitato a riflettere su quale fosse stata la nostra esperienza di fede, su cosa ci avesse portato a essere le persone che siamo nel nostro rapporto con Dio.

Io ho raccontato che vivo una consapevolezza di predilezione da parte di Dio, che può sembrare immotivata e incomprensibile visto le difficoltà che ho incontrato sul mio cammino, difficoltà che però non mi hanno fatto dubitare di questo amore così preferenziale, che mi sembra una cosa evidentissima, personale, unica.
E attribuisco questa consapevolezza al fatto che vivo questa condizione anche agli occhi di mio padre: non ho mai dubitato della sua predilezione nei miei confronti, nemmeno quando ne combinavo di tutti i colori, e non mi risparmiava rimproveri o anche solo eloquenti sguardi di disprezzo, nemmeno quando ho fatto delle scelte per la mia vita che sono lontane anni luce da quelle che pensavo lo avrebbero reso orgoglioso di me. Perché ho sentito profondamente, durante la mia vita, che a lui sono andate bene le mie scelte, laddove mi hanno portato a essere felice, non ha voluto decidere lui quale fosse la cosa giusta per me, si è fidato, mi ha lasciato libera di provare e di sbagliare, e poi eventualmente di raddrizzare il tiro, non ha mai detto: “Lo sapevo che ti facevi male”, ma c’è sempre stato, con tutti i suoi limiti e i suoi difetti, ma anche con tutto l’amore di cui è stato capace.

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