Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia

Lettera aperta a mio figlio battezzato

WOMAN,HAND,WRITING
Shutterstock
Condividi
di Genevieve Perkins

Caro Figlio,

i miei genitori mi hanno battezzata tre mesi dopo la mia nascita. Non me lo ricordo. Non mi è stato chiesto se volevo essere battezzata o meno, né sarei stata in grado di capire o rispondere. E ora sono grata che l’abbiano fatto.

Abbiamo deciso di fare lo stesso per te. Abbiamo scelto con cura dei padrini e abbiamo chiesto a tuo nonno, un diacono, di battezzarti. È stato un giorno molto speciale con tanti amici e familiari, ma non ricorderai niente. Non può essere annullato. Non hai avuto voce in capitolo.

Se mai fossi invidioso vedendo a Pasqua altre persone che vengono battezzate di loro spontanea volontà e abbastanza adulte da ricordarselo, ti preghiamo di ricordare perché abbiamo fatto quello che abbiamo fatto e di rinnovare di cuore le tue promesse battesimali.

Alcuni potrebbero pensare che il Battesimo sia più per i genitori che per il bambino, ma visto che dobbiamo alimentare la vita che Dio ci ha affidato (Catechismo, n. 1251), abbiamo scelto questo per te, credendo che fosse il meglio. Fin dall’inizio della Chiesa, i cristiani hanno creduto in questo.

Appena è cominciata la tua vita abbiamo pensato al tuo Battesimo, di modo che potesse iniziare anche la tua vita di fede (CCC, n. 1236). Come tuoi genitori, vogliamo condividere tutto ciò a cui diamo importanza, che amiamo e per cui pensiamo che valga la pena di morire. La fede è così importante per noi che non volevamo che conoscessi la vita senza di essa.

Come noi moriremmo per te, sappiamo che Gesù è morto sulla croce per tutti noi, e con questa fede sei stato portato al fonte battesimale.

Il Battesimo non è solo una cerimonia simbolica o un rituale arcaico. Il Battesimo è un sacramento santo, in cui si riceve la grazia santificatrice. “La grazia santificatrice non ci dà una nuova anima – entra nell’anima che abbiamo già”, scrive Frank Sheed in Theology and Sanity, aggiungendo che l’uomo “rinasce col Battesimo, attraverso il quale ottiene un posto nel Regno”, che è quello per cui sappiamo che sei stato creato.

Quando la gente lo voleva, gli apostoli battezzavano interi gruppi familiari, che includevano neonati, bambini, adolescenti e adulti (CCC 1257, 1252; Atti 16, 27-33, Atti 16, 15, 1 Corinzi 1, 16; Tradizione della Chiesa).

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni