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Chi è lo sconosciuto che ho sposato?

MARITO, MOGLIE, SOTTOSOPRA
Shutterstock
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L’ultima frontiera dei reality è far sposare due sconosciuti, un gioco. Ma il matrimonio è il volto più vero dell’amore, la voce che non smette mai di chiedere all’altro: “Chi sei davvero?”

Ormai ci siamo così assuefatti alle trovate assurde dei reality show che non ci accorgiamo più di quanto siano alienanti e disumani.
C’è il celeberrimo Uomini e donne in cui l’antica e nobile fiaba de re che trova l’anima gemella in Cenerentola viene distorta nella logica tronista/corteggiatrice; sotto i riflettori diventa tollerabile ciò che nella realtà non è mai stato accettabile da nessun innamorato sano di mente. Saremmo d’accordo se il nostro possibile fidanzato frequentasse contemporaneamente a noi altre quattro o cinque ragazze?

L’amore dei reality show

Il classico uomo pazzo per amore, in questo senso, è molto più avveduto degli sceneggiatori televisivi: l’innamoramento esige una esclusività anche nella fase del corteggiamento. Cosa sosteneva il vecchio detto? «Non ho occhi che per lei!». E questo non è fantastico?
Cosa diremmo di Romeo se alla festa dove conobbe Giulietta si fosse messo a flirtare con altre sue amiche? Di sicuro Giulietta gli avrebbe girato le spalle.

romeo et julietteromeo and juliette1968real : Franco ZeffirelliOlivia HusseyLeonard Whitingcollection christophel © Paramount

Ma c’è un altro programma, targato Sky, che – se possibile – altera in modo ancora più triste le dinamiche dell’amore: si chiama Matrimonio a prima vista e, da copione, si propone di unire in matrimonio due perfetti sconosciuti che dopo un certo periodo valuteranno se divorziare o no.

Non abbiamo passato secoli a combattere perché i matrimoni non fossero combinati e fossero invece la libera scelta di due persone che il destino aveva fatto incontrare?

Il destino, appunto. Un tempo c’era la favola bellissima dell’Amore: ci si stupiva di un incontro inatteso, imprevisto, meraviglioso. Il destino aveva messo sul nostro cammino l’anima gemella; qualche anima ancora più impavida osava (e osa!) ringraziare Dio di aver creato una trama di vita così imprevedibile e buona. Qualcuno, va detto, si lamentava e si lamenta con Dio: perché non mi fai incontrare la persona giusta?

Senza Dio l’amore è una gabbia

Quando l’uomo perde di vista il mistero, e sceglie di liberarsi di Dio, s’illude di fare passi avanti.
Ora, quest’ultima trovata televisiva, ha sostituito Dio con tre esperti: uno psicologo, un sociologo e una sessuologa. A tavolino studiano profili umani e li accoppiano in base a sofisticatissimi, freddissimi criteri. Li fanno sposare al buio e poi stanno a vedere.

Davvero questa cornice ci può in qualche modo allettare? Davvero era così fuori di testa il buon vecchio cristiano che vedeva all’opera Dio nelle faccende amorose? O anche il pagano che credeva in Cupido?

Ci siamo ridotti a lasciarci usare come pedine – o cavie da laboratorio – su uno dei legami più profondi dell’umanità.
Constato con un minimo di esultanza che quasi tutte le coppie formate a tavolino nel corso delle edizioni di questo programma si sono sciolte. Non esulto alla vista di persone ferite, ma credo che sia un vagito chiaro: nessun esperimento scientifico può arrogarsi il diritto di ingabbiare un’anima.

DONNA, BURATTINO, MANO
Shutterstock
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