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Cosa dire a un bambino che colleziona brutti voti?

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Mathilde De Robien - pubblicato il 21/06/18

Vostro figlio è stato sospeso, che fare?

Non è facile mantenere la calma e non preoccuparsi quando un figlio o una figlia porta brutti voti a casa. Mantenere il sangue freddo è tuttavia il modo più efficace per aiutarlo e fargli ripristinare la fiducia in se stesso.

Non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo quando devono presentare dei brutti voti ai genitori. Ci sono quelli che sembrano confusi ma in realtà hanno un’opinione propria che tacciono, quelli per i quali sembra che sia tutto uguale ma in realtà sono offesi o delusi, quelli per i quali è davvero tutto uguale, quelli che si arrabbiano con se stessi…

Comunque sia, a volte è difficile per i genitori separare la verità dalla menzogna e sapere quali emozioni sta vivendo il figlio.

Quest’opera di discernimento è necessaria per potersi collegare al bambino o alla bambina, accompagnarlo/a in ciò che sta vivendo e trovare le frasi e i comportamenti adeguati tra autorità e consolazione.

Prima di cercare una soluzione, bisogna spiegare la questione. Per questo, la psicologa e psicoterapeuta Bernadette Lemoine suggerisce di iniziare così la conversazione nel suo libro Petites phrases à leur dire pour les aider à grandir[Piccole frasi per aiutarli a crescere, ed. Albin Michel]:

  • “Vedo che sei triste/deluso/arrabbiato…”
  • “Vedo che non ti importa di prendere brutti voti…”

Un altro punto di discernimento sarà la ricerca delle cause:

  • Qual è il motivo di questi brutti risultati?
  • Sono dovuti a una mancanza di lavoro e impegno o a difficoltà reali? Nel primo caso bisogna reagire con autorità e spiegare la necessità di sforzarsi. Chiedete a vostro figlio se ha lavorato abbastanza e se ha dato davvero il meglio di sé.

Cercare soluzioni con il bambino

In seguito bisognerebbe cercare soluzioni e mostrarsi disposti ad aiutarlo con frasi come:

  • “Possiamo lavorare insieme per migliorare questa situazione?”
  • “Vediamo come potresti fare meglio”
  • “Cosa decidi di fare per migliorare la prossima volta?”

Coinvolgere il bambino nella ricerca di soluzioni, accompagnarlo, concentrarsi su un aspetto specifico da migliorare lo aiuterà a progredire e a misurare i suoi sforzi.

Rivedere con lui le prove per capire gli errori, ripassare insieme la lezione, spiegare nozioni mal comprese sono buoni strumenti di aiuto.

Ci sono molti modi per mostrargli i progressi che può fare: scrivendo meglio, prestando attenzione alla punteggiatura, imparando le lezioni con più rigore, stando più attento in classe…

Non si tratta di fissare obiettivi irraggiungibili, ma di accompagnarlo e sostenerlo passo dopo passo nell’apprendimento.

“So che sei in grado di farlo”

Anche se i brutti voti si accomulano, è importante non umiliare il bambino ed esprimergli tutta la propria fiducia:

  • “So che sei in grado di farlo”
  • “Non ti chiedo di essere il migliore, ma di fare il meglio che puoi”

Il successo dipende anche dalla fiducia in se stessi. Dirgli che è stupido o che non capisce nulla sarebbe controproducente. Bisogna invece incoraggiarlo per promuovere l’autostima e la fiducia nei genitori.

  • “Se dai il meglio di te ogni giorno progredirai e sarai felice di te stesso, e sarò felice anch’io”.

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