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Fortnite può creare dipendenza: vittime anche i bambini

FORTNITE BATTLE ROYALE
SHUTTERSTOCK/Rokas Tenys
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Vi sveliamo le tecniche usate da Epic Games per rendere questo gioco così attraente e pericoloso

Una bambina britannica di appena nove anni è finita in riabilitazione, perché nell’arco di pochi mesi aveva sviluppato una preoccupante dipendenza dal noto videogioco Fortnite. “Non avevamo idea, quando le abbiamo permesso di giocare, della natura che genera dipendenza o dell’impatto che poteva avere sulla sua salute mentale”, ha dichiarato la mamma al Sunday People, l’edizione domenicale del quotidiano The Mirror.

Il racconto della mamma è inquietante. La piccola era sempre più stanca, al punto che le autorità scolastiche hanno convocato i suoi genitori per chiedere “se tutto era OK”. Infatti, la bambina si era addormentata due volte durante le lezioni e i suoi voti andavano giù. Quando i genitori hanno poi chiesto spiegazioni alla loro figlia, “è diventata insolitamente scontrosa e aggressiva”.

Divenuti sospettosi, anche per il fatto che la bambina iniziava a usare di nascosto la carta di credito di casa, i genitori hanno poi scoperto che la loro figlia si alzava di notte per stare a volte fino alle cinque della mattina davanti alla Xbox e si faceva persino la pipì addosso, perché non riusciva a staccarsi dallo schermo.

Il fenomeno Fortnite

Il videogioco sviluppato dalla società statunitense Epic Games è popolarissimo. Nel primo anno dopo il suo lancio, avvenuto nel luglio 2017, ha toccato infatti quota 125 milioni di giocatori e si calcola che ogni mese ne siano attivi più di 40 milioni.

Nel formato più popolare di Fortnite, che si chiama Battaglia reale o Battle Royale, 100 giocatori si lanciano su un’isola e si danno battaglia per la sopravvivenza, da soli o in squadra, fino al classico last man standing, cioè fino all’ultimo uomo rimasto.

Il gioco è talmente diffuso che la società Epic Games ha annunciato di organizzare a partire dall’autunno prossimo un vero e proprio campionato mondiale, la Fortnite World Cup, con un montepremi da capogiro: ben 100 milioni di dollari.

Giocatori eccellenti

A spingere il fenomeno Fortnite, disponibile per Xbox One, PlayStation 4, per computer Windows e Mac, e persino per l’iPhone, sono anche stelle del mondo dello spettacolo, come il rapper canadese Drake, e in particolare dello sport. Giocatori della NBA (la principale lega professionistica di pallacanestro degli USA), come Terrence Ross, degli Orlando Magic, sono stati stregati dal gioco.

“I giocatori attivi divorano Fortnite nei giorni di riposo (per rilassarsi), nei giorni di campionato (anche se solo per un’oretta, più o meno), dopo una buona partita (per festeggiare) o dopo una brutta partita (per sgombrare la mente)”, così osserva quasi con ironia Leo Sepkowitz sul sito Bleacher Report.

Il gioco è anche molto popolare tra i calciatori, tra cui l’attaccante del Tottenham e della nazionale inglese Harry Kane, lo svedese dei Los Angeles Galaxy, Zlatan Ibrahimović, e la stella dell’Atlético Madrid e della nazionale francese, Antoine Griezmann. Quest’ultimo festeggia i suoi gol proprio “alla Fortnite”: esegue un balletto ispirato dal noto videogioco.

Proprio questo fenomeno preoccupa Steve Pope. “Vedi calciatori della Premier League (la serie A inglese, ndr) che celebrano gol con le danze Fortnite ed è la maggior pubblicità possibile per i bambini”, così teme il terapeuta contattato dai genitori della bambina inglese. “È la perfetta porta d’ingresso alla dipendenza e al gioco d’azzardo”, così dichiara Pope.

Perché Fortnite è così attraente?

Sono vari gli elementi che rendono il videogioco Fortnite così attraente e quindi pericoloso.

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