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Attenzione: fare esorcismi su persone malate di mente è molto “dannoso”

The Last Exorcism (2010)
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L'esorcista avverte: la possessione non è per tutti, ma solo se si è corrotti e peccatori. Ecco come individuarla

Le possessioni diaboliche sono un fatto reale, non vanno confuse con le malattie psichiatriche ma non avvengono per caso. Sono, di norma, il frutto di una vita morale corrotta perché il diavolo ci attacca là dove siamo deboli e non smette di ingannarci.

Parola di padre Raffaele Talmelli, esorcista della diocesi di Siena, psichiatra e da psicologo, in grado di individuare il margine sottile che separa l’intervento del demonio dalle patologie mentali.

I peccatori

In un’intervista ad Avvenire (16 giugno) chiarisce: «Una malsana pubblicità ha portato a pensare che la possessione demoniaca sia una sorta di meteorite che cade dal cielo e colpisce qualche sventurato. È invece, di norma, il frutto di una vita morale corrotta. La Tradizione della Chiesa ci insegna che – fatta eccezione per alcuni santi che hanno subito esperienze diaboliche come “purificazione passiva” – “la possessione ordinariamente non avviene che in peccatori”.

Giuda

E, come ha dimostrato Giuda, prosegue Padre Talmelli, «si possono liberamente coltivare i vizi nonostante l’abbondanza delle grazie riversate da Dio. Gesù incontra il primo indemoniato in una sinagoga; l’Evangelista scrive letteralmente che quell’uomo “era dentro uno spirito impuro(Mc 1,23) e mette così in luce quale possa essere il terribile approdo della corruzione morale».

Extrait du film "L'exorcisme d'Emily Rose" © Lakeshore Ent Corp / The Kobal Collection / AFP

Malattie dell’anima

Secondo l’esorcista «la confusione tra malattie mentali e fenomeni diabolici avviene perché spesso si parla di malattie mentali come “malattie dell’anima”. È bene essere chiari: le malattie dell’anima sono i peccati e i vizi, cioè “atti umani” che, per essere tali, richiedono la “piena avvertenza e deliberato consenso”. Il demonio ci istiga al peccato, ci incita a reiterare i comportamenti peccaminosi fino a renderli “abiti operativi stabili”, cioè vizi».

Capacità di intendere e di volere

Le malattie mentali, per loro natura, «intaccano proprio la “capacità di intendere e di volere”; ciò comporta che, per quanto esse possano produrre comportamenti riprovevoli, la responsabilità morale del soggetto agente sia fortemente condizionata dalla gravità della malattia stessa. La Chiesa da sempre invita a “rettamente distinguere” tra intervento diabolico straordinario e malattie psichiche, e a consultare “persone esperte in medicina e psichiatria, competenti anche nelle realtà spirituali” in modo da evitare clamorosi errori».

EGZORCYZM
Shutterstock

“Illusorio e dannoso”

Padre Talmelli cita un documento della Conferenza Episcopale Toscana, che nel 2014 ha pubblicato precise Indicazioni Pastorali nelle quali si stabilisce, addirittura, che “in presenza di disturbi psichici o fisici di difficile interpretazione il sacerdote non procederà al Rito dell’esorcismo maggiore […] Se una persona è affetta da disturbi psichici, praticarle preghiere di esorcismo sarebbe puramente illusorio e dannoso“.

“Caso per caso”

Valter Cascioli, psichiatra portavoce dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti, in un’intervista ad Aleteia (luglio 2014) era già intervenuto su questo delicato tema spiegando che «il sacerdote esorcista decide caso per caso, decidendo se coinvolgere un medico psichiatra».

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