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Pilecki, l’eroe che entrò volontario ad Auschwitz e fuggì per raccontarlo al mondo

WITOLD PILECKI
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Le sofferenze del campo di concentramento furono per lui inferiori alle torture alle quali venne sottoposto nella Polonia staliniana

Volontario ad Auschwitz

Una volta sconfitta la Polonia, dopo aver subìto successivamente le invasioni della Germania nazista e dell’Unione Sovietica, Witold Pilecki guidò come comandante un plotone nella cavalleria della divisione ed entrò nel movimento della resistenza. Dal sud del Paese riuscì ad arrivare a Varsavia, dove iniziò a creare le strutture dello Stato clandestino polacco in un’organizzazione chiamata Esercito Segreto della Polonia (TAP).

ROTMISTRZ WITOLD PILECKI
EAST NEWS

Quando, a metà del 1940, tre funzionari del TAP furono tra le prime persone ad essere portate ad Auschwitz, campo creato da poco dai tedeschi, Pilecki e i suoi compagni iniziarono l’osservazione del nuovo campo di concentramento dal quale nessuno tornava. Durante uno degli incontri decisero di inviarvi qualcuno perché si unisse ai colleghi reclusi, raccogliesse informazioni di intelligence sul funzionamento del campo e organizzasse dall’interno un movimento di resistenza. Progettavano di liberare i prigionieri, stabilendo un piano di fuga o realizzando un’azione armata.

Pilecki, quando accettò di fare il volontario, non sapeva molto delle condizioni di Auschwitz. Si sapeva solo che la struttura era in funzione da appena tre mesi e serviva per rinchiudere soprattutto prigionieri politici e membri del movimento di resistenza polacco.

Nella Polonia occupata dalla Germania nazista non mancavano le opportunità per essere spediti nei campi di concentramento, e Pilecki doveva andare direttamente ad Auschwitz. Con quel proposito si espose all’arresto durante una delle azioni che i nazisti mettevano in atto per le vie di Varsavia per fare prigionieri che servissero da manodopera schiava.

Dopo la cattura, Pilecki venne considerato politicamente pericoloso e inviato al campo. Con il numero 4859 e un nome falso, Tomasz Serafinski, riuscì a entrare il 22 settembre 1940 nella lista di prigionieri di Auschwitz. Poco dopo il suo arrivo iniziò a creare una rete di cospirazione chiamata Unione delle Organizzazioni Militari (ZOW), alla quale si unirono, tra gli altri, il famoso saltatore con gli sci Bronislaw Czech e lo scultore Xavery Dunikowski.

ROTMISTRZ WITOLD PILECKI
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La struttura servì a mantenere il morale, scambiare informazioni esterne al campo, acquisire cibo e abiti per distribuirli segretamente e soprattutto preparare le proprie truppe nel caso di un possibile attacco dall’esterno da parte delle unità di guerriglia.

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