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Pilecki, l’eroe che entrò volontario ad Auschwitz e fuggì per raccontarlo al mondo

WITOLD PILECKI
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Le sofferenze del campo di concentramento furono per lui inferiori alle torture alle quali venne sottoposto nella Polonia staliniana

Chi era Witold Pilecki?

Nel 1979, più di trent’anni dopo la sua morte, sul quotidiano di Varsavia Kurier Polski apparve una recensione del libro Six Faces of Courage, dello storico Michael Foot, che descriveva sei persone che con il loro eroismo straordinario avevano lasciato una traccia nella storia della resistenza antihitleriana in Europa. Pilecki era tra loro. Gli articoli successivi sul capitano apparvero sulla stampa polacca qualche mese dopo.

Lentamente si iniziava a ricordare l’ufficiale della cavalleria polacca, nato nel 1901, che difese il suo Paese lottando sia contro le truppe sovietiche, quando era appena un adolescente, che durante l’invasione della Polonia da parte della Germania di Hitler nel 1939.

Nel periodo tra le due guerre, Witold Pilecki non svolse attività militare, dedicandosi alla scienza – studiava presso la Facoltà di Agricoltura dell’Università di Poznań e la Facoltà di Belle Arti dell’Università di Vilna –, dipingendo quadri, dirigendo una fattoria e aiutando la moglie ad allevare i figli.

ROTMISTRZ WITOLD PILECKI
EAST NEWS

Tornò nell’esercito con la politica di espansione del Terzo Reich guidato da Adolf Hitler, che si intensificò alla frontiera occidentale della Polonia. La guerra era imminente e il vicino di Pilecki, il maresciallo polacco Edward Rydz-Smigly, propose al capitano di tornare alle strutture difensive del Paese. Pilecki accettò.

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