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La scomparsa delle api: il segno di una crisi ecologica globale

Bees in beehive
Pixabay
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Imputare a una sola causa la moria delle api significherebbe dimenticare che esse sono vittime di una crisi ecologica globale che si manifesta mediante un insieme di fattori cumulativi e convergenti, tra i quali ciascuno ha la propria parte di responsabilità.

Fattori cumulativi e convergenti

Raramente – per non dire mai – le crisi ecologiche gravi hanno un colpevole ideale oppure unico. È in maniera multiforme e cumulativa che i fattori entrano in gioco, si accumulano, convergono e finiscono per trascinare popolazioni animali e vegetali nel baratro. Nella fretta di discolpare oppure al contrario di incriminare questo o quello, spesso si dimentica questo fenomeno (che pure è ben documentato). Ciascuno produce il proprio studio, condotto per definizione “a parità di altre condizioni”, ove non si fa che variare uno e un solo fattore, che lo riguarda e che si pretende di dimostrare come irrilevante nell’economia complessiva. «Non sono responsabile io da solo. Quindi non c’è motivo che io modifichi o rinunci alla mia pratica o al mio prodotto».

E si compilassero insieme queste confutazioni individuali si arriverebbe all’assurdità per cui la scomparsa delle api e dei bombi selvatici sarebbe un fenomeno senza causa. Le api non possono morire, perché niente è ciò che le fa morire. Questa riduzione di un fenomeno complesso a un elenco di responsabilità individuali esaminate una ad una ci conduce a siffatta assurdità.

Tutto è legato

Questo caso esemplare si declina in parecchi altri domini. Ferrero non è il solo responsabile della scomparsa degli orangotango. I motori a diesel non sono i soli fattori dell’inquinamento atmosferico. Oppure, cambiando piano, l’oscillazione climatica non è il solo elemento che destabilizza le società di Africa e di Medio Oriente. E non sono meno gli ingredienti di catastrofi – si pensi ai reagenti – senza i quali forse non accadrebbe nulla.

La nostra griglia di lettura individualistica e giuridicizzata ci tappa bocca, occhi e orecchie nell’atto di leggere fenomeni ecologici in cui tutto è relazione. Dopo decenni di impatti molteplici e cumulativi, gli ecosistemi (la fauna e la flora) non ne possono più: l’implosione arriverà forse da un colpetto di tosse il cui autore sarà assai stupito di vedersi impiccare a Piazzale Loreto per ecocidio. Povero lui: non sarà stato colpevole di gran cosa, ma dopo che lo avremo linciato staremo un pezzo avanti. L’implosione, frattanto, avrà avuto luogo. Bisogna cambiare approccio, e alla svelta: comprendere che lì fuori, proprio lì, tutto è collegato e tutti sono collegati.

[Traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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