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La creazione “soffre le doglie del parto”, ma per cosa?

ST FRANCIS
Public Domain
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Con la caduta dell'uomo, il mondo intero si è unito alla rovina di Adamo

Essendo un uomo di grande fervore e grande tenerezza, San Francesco si fermò mentre viaggiava nella valle di Spoleto per osservare un gruppo di uccelli (Vita Prima, 58). Sorpreso per il fatto che non si alzassero in volo, li pregò umilmente di ascoltare la Parola di Dio, cosa che fecero con grande reverenza, mentre il santo li esortava a lodare il Creatore e ad amarlo sempre. Con le parole di San Paolo, potremmo dire che “la creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio” (Rm 8, 19).

In un modo reso possibile solo dalla grazia, vediamo Francesco rivolgersi al mondo naturale per la lode e la gloria di Dio. Assomiglia un po’ al pane e al vino nell’Eucaristia, “frutto della terra e del lavoro dell’uomo”, che presentiamo perché diventi “cibo di vita eterna”. Fa parte della vocazione sacerdotale – una vocazione condivisa da tutti i battezzati – svolgere questo stesso compito per tutto l’ordine creato, dirigere tutte le cose alla lode di Dio. Come scrive il grande teologo ortodosso Alexander Schmemann,

“La prima e fondamentale definizione dell’uomo è che è sacerdote. Sta al centro del mondo e lo unifica nel suo atto di benedire Dio, di ricevere il mondo da Dio e offrirlo a Dio – e riempiendo il mondo con questa eucaristia [=“ringraziamento”] trasforma la sua vita, quella che riceve dal mondo, nella vita in Dio, nella comunione con Lui. Il mondo è stato creato come ‘materia’, il materiale di un’eucaristia che abbraccia tutto, e l’uomo è stato creato come sacerdote di questo sacramento cosmico”.

Schmemann, ovviamente, non intende il fatto di mettere letteralmente tutte le cose sull’altare, ma di attirare tutto nell’atto di ringraziamento. È così che gli uccelli “davan segni di esultanza secondo la loro natura, allungando il collo, distendendo le ali, aprendo il beccuccio e guardandolo” quando Francesco diceva loro: “Fratelli miei alati, molto dovete lodare il vostro Creatore, ed amarlo sempre, perché vi di diede le piume per vestirvi, le penne per volare e tutto ciò che occorre al vostro bisogno. Dio vi fece nobili tra le altre creature e vi concesse di dimorare nella limpidezza dell’aria”. In Francesco vediamo la giusta celebrazione di questo “sacramento cosmico” – il giusto esercizio di quel “dominio” (Genesi 1, 26; 28) dato all’inizio all’uomo.

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